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Reclami dei consumatori: prima telefonia poi energia

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
reclami dei consumatori

reclami dei consumatoriDall’esperienza dell’Unione Nazionale dei Consumatori, la telefonia si conferma la regina nei reclami dei consumatori che giungono agli sportelli, incalzata molto da vicino dall’energia, settore in forte crescita, mentre la novità dell’ultimo anno è rappresentata dai contenziosi riguardanti le garanzie post-vendita.

Sono dati comunicati da Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC, stilando la classifica 2014 dei settori più problematici per i consumatori italiani, in occasione della Giornata europea del consumatore, che si celebra ogni 16 marzo.

Secondo Dona tra gli oltre 20mila reclami dei consumatori raccolti nell’ultimo anno (dal solo sportello nazionale e quindi senza tener conto delle segnalazioni ricevute dalle sedi locali), il 25 percento riguarda la telefonia, il 18 percento energia e gas e il 15 percento le garanzie post-vendita; in termini di valore delle controversie il primo posto per valore della posta in gioco spetta invece all’energia, seguita dalla telefonia e poi le garanzie.

Nel dettaglio, per l’energia si tratta nella maggior parte di casi di bollette gonfiate con stime dei consumi che non corrispondono alla realtà, conguagli esorbitanti, fino ad arrivare alla sospensione della fornitura senza alcun preavviso. Per quanto riguarda la telefonia, l’UNC riscontra un vero e proprio boom di segnalazioni relative ai cosiddetti servizi non richiesti (con un picco durante l’estate 2014), per i quali c’è da attendersi un ridimensionamento a seguito della multa di 5 milioni di euro dell’Autorità Antitrust comminata lo scorso gennaio a Telecom, H3G, Vodafone e Wind per i servizi premium non richiesti.

Altri reclami dei consumatori contro gli operatori telefonici riguardano, invece, il recesso anticipato e problemi di portabilità. Per quanto riguarda le garanzie, al primo posto tra i reclami c’è il mancato riconoscimento dell’assistenza da parte dei venditori (che invitano illegittimamente i consumatori a contattare la società produttrice), l’addebito dei costi per interventi che la legge dichiara gratuiti e le lunghe attese per la riparazione dei prodotti.

“Nel 2014” prosegue l’avvocato Dona “sono stabili le segnalazioni relative all’e-commerce (che si sono attestate intorno al 13 percento delle segnalazioni complessive) forse anche grazie al recepimento della direttiva europea sui contratti a distanza che dà maggiori tutele ai consumatori per gli acquisti online. In calo anche le lamentele sul turismo (solo il 9%), soprattutto perché gli italiani viaggiano di meno e comunque sempre più spesso con formule fai-da-te che scoraggiano il contenzioso. Si registra, infine, un 20 percento di segnalazioni che riguardano banche, poste, assicurazioni e auto (il settore del contenzioso relativo all’acquisto di vetture usate è in crescita)”.

“Per il 2014, la palma del peggior settore con il quale è più difficile interfacciarsi sembra essere quello delle compagnie aeree: i nostri legali” conclude Dona “rilevano che queste società generalmente non rispondono ai reclami dei consumatori o lo fanno in modo insoddisfacente: i viaggiatori segnalano notevoli problemi anche perché sui siti internet delle compagnie non è sempre spiegata chiaramente la procedura di contatto e come richiedere un rimborso”.

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