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Arriva il calabrone killer, pericoloso per uomo, api e biodiversità

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
calabrone killer

calabrone killerDagli esperti arriva la conferma che quest’estate, con tutta probabilità, aumenterà nella nostra penisola la diffusione della Vespa Velutina, conosciuta al secolo con il minaccioso nome di Calabrone Killer, che ha iniziato a procurare allarme dalla scorsa estate per il suo passaggio dalla Francia alle regioni del Nord Ovest, come Piemonte e Liguria.

Arrivata in Italia dalla Cina, via Francia nel 2012, è classificata come specie aliena e in pratica non ha nemici naturali, con l’esito che l’unico in grado di fermarne l’avanzata sembrerebbe proprio essere l’uomo.

Il calabrone killer può essere confuso con il nostro calabrone comune ma ha delle sostanziali differenze. È più piccolo, è lungo circa 3cm contro i 4cm del calabrone e ha colori diversi visto che presenta le zampe di due colori nero e giallo e le antenne nere.

L’allarme per l’arrivo di questo calabrone killer alieno è arrivato per primo dal mondo degli apicoltori poiché gran parte della dieta delle sue larve è a base di api.

Inoltre, essendo l’ape uno dei principali insetti impollinatori, il danno non è circoscritto solo al settore dell’apicoltura ma, più in generale, predando le api, rappresenta una minaccia sia alla biodiversità vegetale sia alla produzione delle colture agricole la cui impollinazione si basa sull’azione delle api. Infine, non è da sottovalutare il pericolo per la salute pubblica.

Si tratta infatti, secondo gli esperti, di una specie aggressiva che può infliggere punture pericolose e potenzialmente letali per l’uomo. L’immunoterapia specifica con veleno di imenotteri è una terapia salvavita e quindi va rimborsata in tutte le regioni italiane: questo è l’appello alle istituzioni di FederAsma e Allergie Onlus.

“FederAsma e Allergie Onlus” spiega Massimo Alfieri, Presidente dell’associazione “è da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei pazienti. Per questo motivo desideriamo che la Campagna di informazione Punto nel Vivo segnali, una volta ancora, ai cittadini e alle istituzioni la necessità di correggere un problema che vede l’Italia muoversi a due velocità, nell’accesso a importanti terapie salvavita. Ci riferiamo all’immunoterapia specifica che a oggi non è rimborsata in tutte le regioni italiane, pur rappresentando secondo gli esperti, l’unica terapia in grado di regolare la risposta immunitaria nei soggetti allergici, proteggendoli da successive reazioni nel lungo termine. Alcune importanti regioni come la Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna non presentano nessun tipo di rimborso, mentre altre come Piemonte e Puglia prevedono alcune facilitazioni per il paziente. Questa disparità di trattamento, a fronte di linee guida scientifiche chiare, non dovrebbe essere possibile. Per questo motivo ci batteremo affinché i diritti dei pazienti all’accesso dell’immunoterapia, siano gli stessi in tutta Italia”.

Anziani e apicoltori sono i più colpiti da reazioni allergiche al veleno di imenotteri. Secondo gli esperti è importante ribadire come, secondo i dati, le persone che registrano il maggior numero di reazioni allergiche da veleno di imenotteri sono in primis gli apicultori, che con tutta evidenza hanno un rischio, classificabile come professionale, che li porta a registrare fino al 32% delle reazioni sistemiche.

Mentre un discorso diverso va fatto per gli anziani che diventano allergici agli imenotteri, il cui problema consiste nel rischio di sviluppare reazioni più gravi nella fragilità, dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari.

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