
Al record fatto registrare dalle energie rinnovabili nel 2015 siamo arrivati nonostante il persistere dei sussidi alle fonti fossili, il prezzo basso del petrolio, i problemi di collegamento alla rete e la timidezza dei governi. Alla base di questo successo c’è la crescente competitività economica delle rinnovabili.
Adesso però occorre accelerare la rivoluzione energetica in corso con politiche incentivanti e non, come sta succedendo, diminuendo gli investimenti sulle rinnovabili. In un contesto internazionale generalmente positivo, l’Europa segna il passo e ancor più l’Italia che nel 2015 si è sostanzialmente fermata, per colpa di politiche anti-rinnovabili.
Per investire sul settore delle energie rinnovabili, creando posti di lavoro e benefici per la collettività, è necessario azzerare i sussidi alle fonti fossili: è l’unica strada per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Conferenza di Parigi e mantenere l’aumento della temperatura globale sotto 1,5°C.
Il G7 ha promesso di eliminare i sussidi alle fonti fossili entro il 2025 ma non è ancora sufficiente, fa sapere Greenpeace, perché dobbiamo smettere di sfruttare totalmente queste fonti inquinanti entro il 2050. E attraverso l’eliminazione dei sussidi alle fossili si raggiungerà più rapidamente un futuro energetico al 100 percento da fonti energetiche rinnovabili.












