Home Eco Lifestyle Vita nuova e anche artistica per il legno esausto

Vita nuova e anche artistica per il legno esausto

città: Milano - pubblicato il:
legno esausto

legno esaustoCosa possono realizzare insieme un falegname, uno scultore e un tecnologo?

Abbiamo cercato di scoprirlo nel corso di una visita a Green Island – Botanick 2017, al quartiere Isola di Milano, all’interno dello spazio di eco-arredamento RivaViva, dove era stata allestita con il supporto di Claudia Zanfi (storica dell’arte e appassionata di giardini che collabora con istituzioni pubbliche e private) una sorta di gipsoteca di oggetti realizzati con legni urbani recuperati, trattati come materiali vivi per dare loro una nuova vita, evitando di trattarli solo ed esclusivamente come rifiuti.

Ma cominciamo dall’inizio. Raul Luraschi è un falegname di origini comasche che nel corso della sua attività ha avuto una grande intuizione, partendo da una domanda banale: ma dove vanno a finire tutti i legni risultanti dai tagli degli alberi delle città o dei parchi delle aree urbane?

“Sarebbe un peccato che il destino di tutte queste piante fosse solo quello di essere bruciate per produrre calore o energia” sostiene Luraschi.

legno esaustoEd è così che è nato il progetto LegnoUrbano, che non è solo un’aggregazione culturale, ma una vera e propria rete di persone e aziende (progettisti, carpentieri, falegnami, artigiani) che, a partire dal legno recuperato da tronchi frutto della manutenzione del verde urbano realizzano – creando una filiera corta – prodotti che possano rispondere alle esigenze di consumatori attenti allo sviluppo sostenibile.

Il fatto interessante è che esiste anche un braccio operativo mobile per realizzare la raccolta del legno, ed è la struttura di segherie mobili ideata da Carlo Petrolo, che si spostano di volta in volta per facilitare la raccolta del legno.

Ma per realizzare componenti d’arredo che siano veri e propri pezzi unici da esporre o da utilizzare nelle proprie case occorre un artista: ed ecco il tocco dello scultore, Luciano Melugi, che chiude il circolo virtuoso di questo modello di green job.

Sì, perché questo tipo di approccio potrebbe trasformarsi, per quei giovani che hanno intrapreso studi per tecnici e operatori del verde (giardinieri, arboricoltori e forestali, florovivaisti, fioristi, progettisti del verde) un vero e proprio sbocco professionale.

“E non a caso” ricorda Luraschi “abbiamo avviato una collaborazione con la Scuola Agraria del Parco di Monza, centro di formazione professionale di riferimento su scala regionale e nazionale per i corsi di formazione specialistica, riqualificazione e aggiornamento nel settore”.

Condividi: