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Il biodiesel argentino mette a rischio le aziende italiane

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
biodiesel argentino

biodiesel argentinoCon la riduzione dei dazi per il biodiesel argentino, da poco approvata dalla Commissione UE, Assitol, l’associazione italiana dell’industria olearia, si dichiara preoccupata per le potenziali conseguenze.

Un calo drastico delle barriere economiche al biodiesel argentino, infatti, potrebbero mettere a rischio gli investimenti effettuati dalle imprese italiane del settore per aumentare la produzione.

Dal 2013, l’Unione Europea ha imposto una serie di dazi sul biocombustibile prodotto in Argentina, che la Commissione UE ha deciso di diminuire drasticamente, dopo il ricorso vittorioso del governo di Buenos Aires al WTO.

Dal 28 settembre prossimo, quindi, si passerebbe da una tassazione del 22-23% a una ricompresa tra il 4,5% e l’8,1%. Una riduzione così importante e immediata renderebbe più conveniente il biodiesel argentino rispetto a quello prodotto in Europa, con effetti negativi sulle aziende italiane.

Ma c’è anche un discorso qualitativo, oltre che economico: il biocombustibile italiano è ottenuto infatti da farine proteiche e oli vegetali, mentre il prodotto importato dall’Argentina è in buona parte ricavato da OGM.

Per Alistair Fraser, presidente del Gruppo Biodiesel di Assitol, questa è una scelta che danneggerebbe le imprese che hanno puntato sugli oli vegetali per usi tecnici, in virtù della vocazione agricola nazionale.

Il danno sarebbe significativo anche per il comparto primario, che ha trovato nel filone delle agroenergie un importante sbocco produttivo e una fonte supplementare di reddito.

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico si è espresso contro la decisione di Bruxelles, sottolineandone le conseguenze negative sul settore.

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