Home Eco Lifestyle Plastica, la minaccia fantasma dei nostri mari e degli oceani

Plastica, la minaccia fantasma dei nostri mari e degli oceani

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Ottobre 2020
plastica minaccia mari

plastica minaccia mari

Forse non ne siamo del tutto consapevoli, ma perché una bottiglietta di plastica si disintegri ci vogliono ben 450 anni.

Avete capito bene: non 450 giorni, che comunque sarebbero già tanti. Non 450 mesi, che è impensabile avere un rifiuto in casa per tutto questo tempo. Bensì anni 450!

Il calcolo lo ha fatto il Wwf di Trieste che proprio in questi giorni ha dato il via alla Barcolana, lo storico evento velico che si concluderà l’8 ottobre.

L’attenzione è ancora una volta rivolta all’inquinamento dei nostri mari.

Vi viene facile lasciare una lenza da pesca lì dove l’avete usata? Bene: sappiate che ci vorranno 600 anni per farla scomparire.

400 anni servono per cancellare dal nostro pianeta una semplice e leggera fascetta di imballaggio. Magari il vostro sacchettino che conteneva i fazzolettini di carta che vi hanno aiutato educatamente a soffiarvi il naso.

Anche il Wwf consiglia un approccio basato sull’economia circolare che prevenga la generazione del rifiuto, disegnando prodotti longevi, riparabili, recuperabili e riciclabili alla fine del loro utilizzo.

Un approccio da affiancare a una maggiore efficienza nei sistemi di raccolta e dal cambiamento comportamentale del consumatore.

A Trieste l’attenzione in questi giorni è massima e incisiva: a cominciare da un percorso in immagini su 15 pannelli, realizzati in materiale eco-sostenibile, sulle varie tipologie di rifiuto marino, plastica in primis, e i consigli su come ridurre questo tipo di impatto (visitabile al Molo IV all’interno di Barcolana Young).

Crediti fotografici: Paul Williams – Wild Giant Otter plays with plastic bottle in the Pantanal(license)

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