Siete mai entrati in una Reading Room dove sfogliare e poi acquistare riviste da tutto il mondo? A Milano in zona 4 potete fare questa bella esperienza. Ad aprire la prima reading room milanese sulla strada è stata Francesca, coadiuvata e supportata dal marito.
Una carriera nel mondo della fotografia, Francesca ha allestito un essenziale negozio dove mette a disposizione una selezione accurata di riviste che hanno una caratteristica comune: un layout fotografico importante.
Invitiamo il lettore a fare un salto alla Reading Room che si trova in via Mincio 10 (apertura e orari sono consultabili online); tra le riviste da sfogliare per gli amanti dell’ambiente, ecco una selezione proposta proprio da Francesca.
Reading Room propone Sirene (ITALIA)
Sirene è un giornale dedicato a chi sente il mare vicino anche quando è lontano. Grandi pagine di carta riciclata, ruvide e porose come solo le gore di sale lasciate dal mare sanno essere, ampi spazi bianchi, puri come un orizzonte sul mare e storie coinvolgenti, per entrare in sintonia con un’emergente comunità che guarda agli Oceani come crocevia dei destini del pianeta.
La carta è fatta di alghe e utilizza la flora marina in eccesso proveniente da ambienti lagunari a rischio. Per ogni mezzo chilo di alghe fresche si risparmia un chilo di legno. L’intero processo produttivo è stato scrupolosamente concepito per ottenere il minimo impatto ambientale.
O, Wonder! (OLANDA)

In tal modo, O, Wonder! contribuisce a creare una comunità di rivoluzionari, idealisti, liberi pensatori e innovatori radicali impegnati nella transizione verso una vita sostenibile.
RakesProgress (UK)

Migrant Journal (UK)

Mentre la migrazione fa parte della genesi dell’umanità, sembra che il fenomeno sia diventato onnipresente, accadendo più velocemente, con complesse ramificazioni.
Per superare i pregiudizi e i cliché dei migranti e delle migrazioni, Migrant chiede ad artisti, giornalisti, accademici, designer, architetti, filosofi, attivisti e cittadini di ripensare il nostro approccio alla migrazione e di esplorare criticamente i nuovi spazi che crea.












