Home Imprese Sostenibili L’agenda green di VMware per obiettvi concreti di sostenibilità entro il 2030

L’agenda green di VMware per obiettvi concreti di sostenibilità entro il 2030

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La situazione contingente – sono mesi che lo ripetiamo come fosse un mantra – ha costretto amministrazioni pubbliche e aziende a riconsiderare le proprie responsabilità nei confronti della comunità in cui operano, per costruire un un mondo più equo, sostenibile
e resiliente: ecco i 30 obiettivi di sostenibilità di VMware

VMware è un’azienda di software che opera a livello globale e fornisce soluzioni per la modernizzazione dei suoi clienti, aiutandoli a rendere disponibili le loro applicazioni attraverso qualsiasi cloud e per qualunque dispositivo.

Con una convinzione in più: che la tecnologia sia un elemento fortissimo di cambiamento e di miglioramento della società. Anzi, proprio la trasformazione digitale cui abbiamo assistito nell’ultimo anno e che ha obbligato la società a innovare il proprio modo di lavorare – pensate al concetto di smart working due anni fa – è la base per costruire un mondo migliore.

“Perché ci può aiutare a superare anche il divario digitale e a decarbonizzare il pianeta – racconta il country manager italiano, Raffaele Gigantino – VMware […] lavorerà con il proprio ecosistema per ridefinire cosa significa essere una forza del bene“.

Parole molto simili alla filosofia che anima le aziende BCorp, che attraverso la forza del business vogliono cambiare il mondo rendendolo più equo, più solidale, più rispettoso dell’ambiente e delle persone.

Un modo di pensare positivo e green che VMware ha declinato in una personale Agenda 2030, in cui ha delineato 30 obiettivi misurabili per dare il suo contributo per decarbonizzare e migliorare il mondo, attraverso tre grandi temi: Trust, Equity e Sustainability (fiducia, equità e sostenibilità).

In cosa consiste l’impegno che l’azienda si è presa? Per citare alcuni dei punti di questa agenda green, VMware si propone di proteggere il mondo dagli attacchi informatici rendendo la sicurezza intrinseca nell’infrastruttura digitale; vuole collaborare con i partner del cloud pubblico per ottenere operation a zero emissioni di carbonio entro il 2030; si darà da fare per aumentare l’efficienza del carico di lavoro in termini di emissioni di carbonio nelle operation digitali dei suoi clienti, di investire nella ricerca trasformativa che ispiri la prossima generazione di infrastrutture digitali sostenibili, di lavorare per dare competenze digitali tecniche solide a più di 15 milioni di persone attraverso la VMware IT Academy e altre iniziative; ma anche di assumere una donna per ogni uomo e garantire che il 50% dei manager siano donne o appartenenti a una comunità sottorappresentata, combattendo il gender gap che ancora affligge le imprese; di raggiungere un livello netto di emissioni di carbonio pari a zero per le attività e la supply chain e di ridurre le emissioni del 50% entro il 2030 rispetto al livello di riferimento del 2018; di coinvolgere il 75% dei fornitori spendendo per ridurre le loro emissioni fissando obiettivi scientifici entro il 2024 e di utilizzare il 100% dell’energia da fonti di energia rinnovabile.

Un impegno che vuole proseguire il lavoro fin qui fatto – e descritto nel Global Impact Report appena pubblicato – che ha pemesso a oggi di aver evitato oltre 1,2 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2; che già nel 2020 mostra come VMware utilizzi il 100% dell’elettricità da fonti rinnovabili nelle sue strutture globali; che ha permesso all’azienda di ottenere la certificazione CarbonNeutral Company per due anni consecutivi; che ha stimolato l’azione di oltre 22.100 dipendenti in tutto il mondo a supporto di più di 10.000 organizzazioni no-profit in 97 Paesi e che, attraverso la VMware IT Academy ha collaborato con oltre 2.400 istituti di istruzione in 93 Paesi raggiungendo più di 48.000 studenti.

In Italia, poi, VMware ha voluto dare un contributo concreto alla riduzione della CO2 nell’atmosfera partecipando attivamente al progetto ForestaMI del Comune di Milano con la Foresta VMware che copre un’area di 2.000 mq. all’interno del Parco Nord, con la messa a dimora di 500 piante del sistema vegetale Querco-Carineto – Farnia (Quercus robur), Cerro (Quercus cerris), Rovere (Quercus petrae) che si accompagnano ad altre latifoglie tra cui Aceri (Acer spp), Carpino bianco (Carpinus betulus) e Ciliegio Selvatico (Prunus avium).

C’è ancora molto da fare consci che “tradurre una visione a lungo termine per il 2030 in obiettivi aziendali concreti richiede un nuovo tipo di pensiero, un impegno a rendere operativi obiettivi audaci e a integrare più profondamente l’Esg (obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite – ndr) nei ritmi del nostro business. La responsabilità aziendale non è più un nice to have, è un imperativo di business” conclude Gigantino.

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