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Costruire partendo dalla terra

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Foto di anncapictures da Pixabay

Utilizzare il terreno e l’eventuale materiale di scarto come materia prima per il confezionamento di malte e calcestruzzi, per la realizzazione di strutture e fabbricati green, a basso impatto ambientale e a elevate prestazioni in termini di risparmio energetico.

È quanto si propone di fare il progetto Eco Earth (Shot-earth for an ecofriendly and humancomfortable construction industry), del Consorzio di Ricerca di un team di Università italiane: Modena e Reggio Emilia, Parma e Perugia.

Il progetto è risultato interessante tanto che ha ricevuto 1.536.968 euro dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca 2019 (Fisr 2019).

Il progetto, della durata di due anni, ha l’obiettivo di promuovere studi e ricerche scientifiche su nuovi materiali da costruzione a ridotto impatto ambientale, tra cui il terreno proveniente dagli scavi, in particolare quello degli scavi di fondazione.

In questo modo un materiale di scarto, destinato alla discarica, può essere valorizzato e reimpiegato, unitamente a inerti riciclati, direttamente come materia prima, riducendo l’utilizzo di inerti estratti dagli alvei fluviali o dalle cave.

Scopo della ricerca è quindi quello di promuovere l’impiego di nuovi materiali e tecnologie green per le costruzioni sostenibili a elevata efficienza energetica, stimolando l’imprenditorialità di un territorio, come quello della provincia di Parma, fortemente vocato all’attività edilizia e ingegneristica.

Inoltre, il progetto ambisce a promuovere la carriera di giovani ricercatori e a rafforzare e sviluppare collaborazioni scientifiche tra il mondo accademico e quello industriale.

In particolare l’Università di Parma può contare su 500mila euro. L’Unità di Ricerca di Parma è formata dai docenti di Scienza delle Costruzioni Andrea Carpinteri e Sabrina Vantadori e dal docente di Tecnica delle Costruzioni Roberto Cerioni.

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