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Legno, efficienza energetica, botanica: i parametri da adottare nelle scuole

scuole green e sostenibili
Immagine di Odin Parker (odinparker.com)

Per rendere gli spazi scolastici più efficienti servono interventi in ottica di bioarchitettura. Ma gli esempi ci sono e anche le evidenze del perché conviene riqualificare gli edifici scolatistici in ottica green

Con le scuole mezze vuote per la nuova fase di emergenza sanitaria, questo potrebbe essere il momento adatto per riqualificarle e renderle più vivibili e Sostenibili.

Le soluzioni non mancano: legno, efficienza energetica, botanica sono i parametri da adottare. Seguire questi trend vuol dire migliorare gli ambienti dove i ragazzi studiano. Ecco alcune soluzioni da prendere come esempio.

Scuole green grazie all’uso del legno

Una scuola in legno? Certo ce ne sono sempre di più: nella città danese di Viborg sarà realizzato entro il 2023 un istituto all’aperto costruito interamente in legno e coerente con l’obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di CO2.

E ancora, sono state molteplici le realtà scolastiche internazionali a essere state nominate ai prestigiosi Wood Awards del 2019 per aver prediletto l’utilizzo di questo materiale: dalla King’s College School Wimbledon di Londra al Peter Hall Performing Arts Centre di Cambridge, fino ad arrivare al Maggie’s Cardiff dell’omonima città britannica.

Uno scenario eco-friendly che ha ripercussioni anche sull’interazione con i più piccoli attraverso il trend didattico della Wooden Education, ovvero la sperimentazione di nuove forme di apprendimento che sfruttano le peculiarità del legno.

Secondo un’indagine dell’American Academy of Pediatrics, pubblicata su Psychology Today, infatti, i giocattoli realizzati con questo materiale favoriscono le interazioni sociali con i coetanei, accrescono la creatività e stimolano l’attenzione dei più piccoli. Un quadro positivo che si riflette anche sul benessere psico-fisico di studenti e insegnanti.

Ma quali sono i benefici dell’utilizzo del legno all’interno delle scuole? Da una ricerca di Green Network è emerso come gli ambienti scolastici arredati in legno allevino stress e accrescano il buon umore, innescando delle risposte fisiologiche simili a quelle rilasciate dagli alberi in fiore durante la primavera.

Inoltre, consentono ai più piccoli di sviluppare maggiore cura nei confronti della natura, aumentando la loro consapevolezza di un futuro sostenibile.

I parametri da seguire sono chiari con la bioarchitettura la fa da padrone. L’architetto Stefano Bazzini di Archinatura ha ideato una scuola sulla base dei principi dell’edificio passivo valorizzando, nell’ambito della manutenzione degli impianti, la gestione delle prestazioni tramite la domotica.

“In questo progetto che rispetta la vigente legislazione antisismica – racconta Bazzini – dominante è il verde che oltre a svilupparsi intorno all’edificio come parco attrezzato, ricreativo e didattico è anche parte integrante delle strutture in quanto è a copertura degli edifici“.

Le aule sono concepite come “volume nel volume“, valorizzate da ampie vetrate che corrono lungo il perimetro prismatico, consentendo di ottimizzare l’afflusso luminoso dell’intera giornata. Particolare attenzione è stata posta anche alla progettazione degli arredi mobili, ergonomici e multidisciplinare.

Eva Balducchi, co-fondatrice del Baby e Junior College di Monza spiega che recentemente ha stretto una partnership interessante con Orto Urbano per l’adozione di kit composti da tavoli e panche realizzati con pallet in legno, per consentire ai più piccoli di cimentarsi in laboratori didattici all’aria aperta in uno splendido giardino.

“In questo modo – spiega la Balducchi – i bambini si immergono in un habitat armonico in cui vivere la loro esperienza di apprendimento e imparano ad avere cura e rispetto dell’ambiente, ampliando i loro stimoli e migliorando il benessere psico-fisico“.

Natura dentro e fuori la classe

Da una ricerca pubblicata su Bbc News è emerso che il 54% dei bambini di fascia età compresa tra i 6 e i 10 anni ha migliorato il proprio rapporto con la natura grazie all’insegnamento all’aria aperta.

E ancora, giocare con materiali composti in legno migliora la creatività e stimola le relazioni sociali con i coetanei nel 72% dei più piccoli secondo una ricerca dell’American Health Association pubblicata sul New York Times.

Dati eloquenti che dimostrano come la Wooden Education sia una delle migliori forme di apprendimento da utilizzare nelle realtà scolastiche sia in spazi chiusi che all’aria aperta.

“Il rapporto diretto con la natura e i giochi realizzati in legno e materiali naturali risultano fondamentali per la crescita psicologica dei bambini – ha spiegato Mariarosa Porro, esperta pedagogista – Grazie alla Wooden Education i più piccoli riescono a sviluppare aspetti primari della loro formazione e della loro personalità, stabilendo un legame diretto con l’ambiente esterno e vivendo esperienze dirette e concrete.

Tutti i benefici di questo metodo educativo possono ritrovarsi anche nel semplice cortile della scuola o nei parchi in prossimità degli istituti. L’importante è che siano favorite le esperienze di apprendimento in grado di amplificare i processi cognitivi ed emotivi e fisici dei bambini, e tutte le esperienze che coinvolgono tutti i sensi del bambino che vengono stimolati dall’ambiente naturale come in nessun altro luogo“.

Una scuola energeticamente efficiente

In Toscana nella frazione di Fornacette, in provincia di Pisa, quando a settembre la scuola media S. Quasimodo ha aperto i battenti, gli alunni sono stati accolti in una struttura interamente rinnovata.

Inaugurata a luglio in presenza del sindaco del Comune di Calcinaia Cristiano Alderigi, del presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani e dell’assessore all’ambiente della Toscana Federica Fratoni, la scuola rappresenta infatti una piccola eccellenza e un modello di buon utilizzo dei fondi pubblici.

riqualificazione scuola media fornacette

L’intervento di riqualificazione è infatti stato possibile anche grazie ai finanziamenti che il Comune di Calcinaia ha ottenuto dalla Regione Toscana nell’ambito del Por/Fesr 2014/2020 e ai fondi del Gse (Gestore dei Servizi Energetici) individuato dallo stato per perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.

Con queste risorse è stato affrontato un intervento di riqualificazione energetica della scuola, che si è poi risolto in una ristrutturazione integrale.

Il progetto di riqualificazione è stato firmato dagli architetti Paolo Boschi, David Turini e Serena Paloschi e si è posto l’obiettivo di rendere più efficiente la struttura, per contenere i consumi e i costi eccessivi di gestione della scuola.

Un’accurata analisi della situazione preesistente aveva messo in evidenza un inutile eccesso di dispersioni termiche (superiori a 180 kW) principalmente dovute alle superfici finestrate, al solaio verso la soffitta, al basamento, ai ponti termici e alle pareti esterne.

Prima ancora di procedere con la sostituzione della centrale termica, si è pertanto deciso di intervenire in facciata con l’applicazione di un sistema di isolamento termico a cappotto e facciate ventilate e con la sostituzione dei serramenti con telaio termico e vetro doppio basso emissivo selettivo con intercapedine argon.

Sono stati previsti anche frangisole in alluminio orientabili sulle finestre esposte a sud e nella parte antistante sono state applicate nuove vetrate, mentre la copertura è stata isolata con pannelli sandwich.

L’intervento core: la riqualificazione dell’impianto

La centrale termica preesistente, una caldaia tradizionale con una potenza termica nominale di 200 kW, un rendimento istantaneo di 91.9% e un rendimento medio stagionale stimato inferiore a 85%, era decisamente vetusta ed energivora.

Erano inoltre in uso termosifoni in ghisa senza valvole termostatiche, privi di sistema di regolazione dei singoli ambienti. L’impianto è stato smantellato e sostituito con una caldaia a gas a condensazione ad alta efficienza Hoval UltraGas, (125) che presenta una potenza termica nominale di (80/60 °C) di 114 kW, un rendimento istantaneo pari a 98.3% e un rendimento medio stagionale di 107,2% (secondo DIN 4702/8).

Sono stati inoltre installati un sistema di emissione con termosifoni in ghisa con valvole termostatiche e una centralina a onde radio multizona che gestisce la temperatura dei singoli ambienti mediante la regolazione delle valvole termostatiche.

La prima pagella dell’intervento mostra i risultati: i consumi si sono più che dimezzati e rispetto alla situazione preesistente la scuola non solo è più economica, ma anche più ecologica: si consumano infatti 42,58 t in meno di CO2.

“L’intervento di riqualificazione di questa scuola – conclude Boschi – mostra la validità del sistema edificio-impianto: intervenendo sia sull’involucro che sulla parte impiantistica e adottando tecnologie evolute come il sistema di regolazione Hoval Digital con la possibilità di adeguamento alle condizioni meteo e il controllo da remoto, ne risulta ottimizzata l’efficienza dell’edificio. Qui si è rivelata molto utile anche l’installazione del sistema di ventilazione meccanica controllata Hoval in tutte le aule, che garantisce un maggior ricambio d’aria e quindi anche più sicurezza in tempi di Covid“.

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