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Bella storia di recupero filati quella di BettaKnit

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bettaknit

A Pink&Green diamo la parola a un’imprenditrice di Prato che insieme alle sorelle ha ideato dei kit di maglia con “filati” molto Sostenbili

La storia imprenditoriale di Barbara Fani e delle sue sorelle è proprio bella e collima con la nascita di BettaKnit.

L’obiettivo – centrato – era fare del lavoro a maglia un oggetto made in Italy esportabile in un kit – il catalogo è variegato e per tutti i gusti e capacità – che oltre alle indicazioni di come procedere abbia anche i ferri adatti e la quantità di gomitoli necessari. Chiamiamola ottimizzazione per non avere scarti.

Con un tocco di attenzione in più all’ambiente perché i gomitoli di lana, pure quelli di cachemire – spesso sono il frutto di un recupero.

Ovvero, di lavorazioni che non nascono dal filato vergine, ma da un processo di lavorazione che porta alla creazione di gomitoli che nulla hanno da invidiare ai nuovi, ma di fatto si tratta di filati che hanno una seconda vita. Proprio come ci spiega la Fani.

L’appello è chiaro: non sono in molti a lavorare i filati rigenerati  e quindi lo spazio c’è. Per cui varrebbe la pena di fare rete tra chi recupera e rilavora la materia prima seconda (come si dice in gergo).

Barbara Fani e le sue sorelle vi aspettano per esportare nel mondo un sapere tipico dell’Italia.

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