Home Eco Lifestyle Il caffè lo bevi in capsule? Allora prova a smaltirle al meglio

Il caffè lo bevi in capsule? Allora prova a smaltirle al meglio

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LaTwist, recupero capsule di caffè
Immagine di Whitestar

Un innovativo sistema per il recupero delle capsule di caffè usate: LaTwist. Di cosa si tratta? Abbiamo approfondito il tema per la rubrica Pink&Green con Barbara Santoro, marketing e communication manager

Il fenomeno dell’over packaging cade a fagiolo se parliamo di capsule del caffè: 1 miliardo e mezzo quelle vendute in Italia in un anno (75 miliardi in tutto il mondo).

I dati sono stati raccolti da una società innovativa di ricerca e sviluppo – la Whitestar di Rieti – che partendo dal problema del reale smaltimento di queste capsule ha ideato  e brevettato una gamma di macchine, dalla preparazione al riutilizzo delle capsule di caffè usate.

Chiamiamole ecocompattaori, ma in realtà le macchine di Whitestar sono proprio dei “separa-capsule” perché in grado di separare il residuo del caffè da alluminio e plastica a seconda di come siano prodotte le capsule.

E siccome il loro procedimento compie una sorta di torsione – spiega Barbara Santoro, portavoce della società in qualità di marketing e communication manager – le macchine in questione prendono il nome di LaTwist“.

Così, proprio la Santoro ci racconta come è nata l’idea in questo nuovo appuntamento con Pink&Green.

L’idea è che ogni punto vendita di capsule possa ospitare un separa-capsule in modo che i clienti vi riportino le loro capsule usate. Un ottimo volano per affiliare la clientela che, altrimenti, non sa mai bene dove gettare il prodotto usato. C’è ancora molta confusione in merito.

Nespresso non si è fatta sfuggire l’occasione e ha già installato LaTwist presso il nuovo flagship store boutique di Vienna.

Prendono il nome di Twister i separa-capsule a livello di impianti industriali di smaltimento, mentre Twisty è la soluzione per gli uffici e TwistMe quella per l’uso domestico.

Intanto, Stefano Ceccarelli, amministratore e co-fondatore di Whitestar, sta pensando a creare anche la filiera delle capsule usate: “Sicuramente siamo arrivati a un punto dove il produttore, il rivenditore, il consumatore e l’ente preposto alla gestione dei rifiuti devono darsi una mano e collaborare per il bene comune“.

Una capsula usata diventa materiale prezioso avviato al riciclo: “Dal caffè esausto possiamo ottenere – spiega Paolo Costantini, socio co-fondatore e direttore dell’azienda di Rieti – ottimo concime o combustibile, separandolo dall’alluminio e dalla plastica che verranno in seguito recuperati e riutiizzati in tutti i loro molteplici impieghi“.

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