Perché buttare un oggetto quando lo si potrebbe riparare? Ce lo chiediamo tutti eppure l’economia lineare consuma risorse e spinge le persone a buttare un prodotto che non funziona più, rendendo scomodo, costoso e difficile ripararlo… Una legge europea però si propone di regolamentare questo nostro diritto
Il diritto alla riparazione verrà normato e tutelato se le richieste adottate dal Parlamento europeo in merito alla proposta della Commissione verranno approvate e diventeranno legge – un iter previsto per la fine del 2022.
La nuova legge dovrebbe garantire per i consumatori europei prodotti di lunga durata che possano essere riparati, una migliore etichettatura e l’estensione della garanzia. Imponendo ai produttori di rendere disponibili informazioni sulla riparabilità, manuali e pezzi di ricambio.
Sul tema riparazione, Edizioni Green Planner ha ideato, insieme a Restarters Milano e con il supporto di uus.io, Sugru e iFixit Italia, il primo contest di riparazione di apparecchi elettrici ed elettronici.
Il Repair Day Contest 2022 si terrà a Milano, domenica 23 ottobre tra le 10 e le 13, presso il GreenParlor (via Privata della Braida 5, M3 Porta Romana): se avete qualche oggetto che volete far analizzare e riparare dai partecipanti alla gara, portatecelo in redazione.
A Bruxelles il convegno Right to Repair e la FixFest
Sergio Almerares, dottore in informatica, appassionato di riparazioni e molto attivo nei Restart Party e nei Repair Cafè, ha partecipato la scorsa settimana al convegno internazionale Right to Repair, il Diritto alla Riparazione, a Bruxelles e alla FixFest, Festa Internazionale della Riparazione, realizzati dalle associazioni che fanno parte del Restart Project.
Ecco il suo reportage.
Sono stati momenti intensi, in cui si è discusso di cose pratiche, che ci coinvolgono tutti, per trovare soluzioni dal basso, e cercare di cambiare le cose anche nella legislazione, coinvolgendo nelle discussioni membri del Parlamento europeo.
Per esempio, si è parlato di una lavatrice guasta, a causa di qualche componente sulla unità di controllo. È stato necessario cambiare tutta la centralina, fornita solo dal costruttore, a un prezzo che andava dai 500 a più di mille euro.
Troppo spesso la rottura di un oggetto è causata da una progettazione mirata a non farlo durare troppo – obsolescenza programmata – e la sua riparazione è ostacolata da prezzi esagerati e da costruttori che la ostacolano in tutti i modi.
Per esempio, non fornendo i pezzi di ricambio a prezzi onesti, incollando le parti del prodotto invece di utilizzare le viti, nascondendole e inventandone di nuove, che necessitano di cacciaviti speciali.
Nel corso del FixFest, Mathew, un profugo in un campo Onu di 120.000 persone in Uganda, scappato dalla guerra, ha parlato di come i Repair Cafè da lui organizzati aiutino non solo a riutilizzare oggetti utili, ma a creare collaborazione e pace tra etnie, culture, generi spesso in conflitto, in un ambiente complicato.
Mathew vive da quasi sei anni in una tenda in questo campo e la riparazione ha dato un nuovo senso alla sua lontananza da casa.
In questa occasione è stato bello rivedere amici riparatori, come Meli dall’Argentina, Andreu dalla Spagna, Purna dall’India e conoscerne di nuovi, come Mathew del Sud Sudan, Sergio dal Brasile, Thomas dagli Usa, Peter dall’Irlanda.
Sappiamo di aver gli stessi problemi e che una economia usa e getta non è più sostenibile. Che è sbagliato buttare una cosa perché conviene, perché inquina per il fatto che la maggior parte di ciò che buttiamo viene poi incenerito o interrato e tutto quello che acquistiamo un impatto sull’ambiente, essendo costato materie prime ed energia per la produzione, il trasporto, la vendita.
E questo, moltiplicato per tutti i consumatori, ha un impatto devastante sull’ambiente e sul nostro modo di vivere.
Riparare ci fa risparmiare soldi e risorse e ci aiuta ad avere un rapporto migliore con le cose, l’ambiente, le persone e noi stessi.
Per questo vogliamo cambiare le cose, iniziando da noi e andando poi a coinvolgere le istituzioni e i produttori, collaborando, nel reciproco interesse.
Sergio Almerares, chi è e perché ha la passione della riparazione
Mio padre mi ha trasmesso la passione (per lui era anche una necessità economica) per la riparazione casalinga: era un camionista, ma anche un elettrauto, e meccanico ma, in caso di necessità, anche idraulico, muratore ed elettricista.
Io sono un informatico e un po’ elettronico, da sempre molto curioso. Amavo smontare i giocattoli, per capire come funzionavano. Con il tempo ho imparato a rimontarli, a farmene di nuovi e a ripararli. Poi ho migliorato e ora per lavoro supporto macchinari elettronici molto complessi e costosi.
Anni fa ho sentito parlare di un Restart Party, un evento di riparazione comunitaria, volontaria e ho portato alcune cose che non ero riuscito a riparare.
Ci sono tornato una seconda volta, con un amico e altro materiale da riparare. E i Restarter Milano mi hanno accolto a braccia aperte nella loro squadra (non eravamo ancora in lockdown).
Nei Restart Party e nei Repair Cafè c’è voglia di aiutare, di collaborare, di combattere gli sprechi, di ridurre l’inquinamento e si fa in amicizia, in allegria, sentendo di dare un piccolo, importante contributo, per un grande progetto.
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ha collaborato alla stesura del testo Sergio Almerares














