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Aria pulita: approvati nuovi limiti europei più rigorosi per ridurre l’inquinamento dell’aria

inquinamento aria
Immagine da Depositphotos

Ricordiamocelo sempre, l’inquinamento atmosferico è causa di circa 300.000 morti premature all’anno in Europa: per questo è importante l’adozione in via definitiva approvata dal Parlamento europeo delle nuove misure per il contrasto all’inquinamento dell’aria

381 voti favorevoli, 225 contrari e 17 astensioni: il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva l’accordo politico provvisorio con i governi dei Paesi dell’Unione su nuove misure per migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento, forti cause di danni per la salute umana, gli ecosistemi naturali e la biodiversità.

La nuova direttiva stabilisce limiti e obiettivi più rigorosi per il 2030 per gli inquinanti con gravi ripercussioni sulla salute umana, tra cui il particolato (Pm2,5, Pm10), NO2 (anidride carbonica) e SO2 (anidride solforosa).

Per i due inquinanti con impatto sanitario maggiormente documentato, il Pm2,5 e l’NO2, i limiti annuali di concentrazione nell’aria risulteranno più che dimezzati, da 25 µg/m3 a 10 µg/m3 e da 40 µg/m3 a 20 µg/m3, rispettivamente.

Gli Stati membri potranno chiedere che il termine per il 2030 sia posticipato al massimo di dieci anni, ma solo se sono soddisfatte condizioni specifiche. In caso di violazione delle nuove norme nazionali di applicazione della direttiva, le persone colpite dall’inquinamento atmosferico potranno intraprendere azioni legali e ricevere un risarcimento se la loro salute è stata danneggiata.

Sono inoltre stati istituiti più punti di campionamento della qualità dell’aria nelle città europee e gli indici di qualità dell’aria dovranno diventare comparabili, chiari e disponibili al pubblico.

Rimangono adesso alcuni passi procedurali prima che la nuova direttiva diventi legge: il 2 ottobre 2024 il Parlamento europeo voterà nuovamente il testo nell’ambito della procedura di rettifica per l’adozione del testo in tutte le lingue ufficiali.

A quel punto, il Consiglio europeo dovrà procedere al voto finale di tutte le versioni linguistiche ufficiali Ue del testo, consentendo così alla pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale ed entrare in vigore 20 giorni dopo. I Paesi dell’Unione avranno quindi due anni di tempo per applicare le nuove norme a livello locale.

Qualità dell’aria in Europa, le reazioni delle associazioni

Per LegambienteLa Lombardia ha meno alibi, basta con deroghe e ritardi, è il momento di ridurre significativamente la portata di tutte le fonti inquinanti per tutelare la salute dei cittadini e favorire uno sviluppo economico più sostenibile“.

Una notizia importante per l’Europa e per la Lombardia che purtroppo, assieme alle altre regioni del Nord, aveva puntato i piedi in Europa per fermare l’aggiornamento della direttiva – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaPer dare una svolta alla qualità dell’aria in Lombardia serve un approccio integrato che tenga insieme le scelte infrastrutturali, il deciso miglioramento di prestazioni del trasporto regionale, il miglioramento dello stile di vita dei cittadini, i problemi della congestione urbana, le emissioni dovute all’eccessiva intensità degli allevamenti“.

Ora – dice Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’ariaè importante che i governi si impegnino a fare l’ultimo passo per trasformare il testo in legge. I cittadini attendono da tanto tempo questo momento“.

Come Isde Italiadurante tutto il trilogo, anche in collegamento con le reti di associazioni ambientaliste e per la salute, abbiamo richiesto soluzioni più coraggiose, ma – in ultimo – abbiamo detto che questa soluzione è meglio del mantenimento dello status quo.

È significativo che il Governo italiano e le regioni del nord (il Presidente della Lombardia se ne è pubblicamente gloriato) si sia battuto per annacquare il più possibile questo provvedimento.

Evidentemente poco interessati a tutelare la salute dei propri cittadini. Fra i risultati di questa battaglia di retroguardia la possibilità di rinviare di ulteriori dieci anni (dopo il 2030) nella Pianura Padana i nuovi limiti.

Proprio laddove c’è più bisogno di intervenire in modo radicale, visti anche i livelli veramente elevatissimi e intollerabili delle polveri sottili più nocive (Pm2,5), che anche questo febbraio hanno registrato livelli superiori ai 100 microgrammi per metro cubo.

Come Isde italia continueremo a batterci perchè il governo centrale, le regioni e le amministrazioni locali pongano al primo posto la salvaguardia della salute, promuovendo azioni incisive per ridurre le emissioni inquinanti, anche se queste potranno disturbare potenti lobby economiche che sono più ascoltate da chi deve assumere le decisioni“.

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