Home Eco Lifestyle Overtourism anche sui ghiacciai: il caso del Fellaria sul Bernina

Overtourism anche sui ghiacciai: il caso del Fellaria sul Bernina

ghiacciaio Fellaria
Immagine di Legambiente

Sempre più spesso in montagna si pone il problema di un rapporto corretto con la natura e con la sicurezza di vivere in questi luoghi. In molti ritengono urgente l’apertura di tavoli di confronto tra istituzioni, portatori di interesse locali e associazioni per affrontare il problema. Appelli da Legambiente e Comitato Glaciologico Italiano

Succede che quando un ghiacciaio fa notizia, perchè si scioglie senza freno, la gente inizi ad andarlo a vedere per scattare foto, calpestare i sentieri più attighi poter dire “l’ho visto anche io”.

Da una parte è corretto che tutti noi ci si prenda cura del Pianeta, ma in certi casi possono crearsi dei problemi. Anche di sicurezza.

Succede al Fellaria, il ghiacciaio della Valmalenco nel gruppo del Bernina, che come denuncia Legambiente è ormai preso d’assalto da turisti italiani e stranieri curiosi di assistere al crollo degli iceberg nel lago sottostante: formazioni di ghiaccio perse dal fronte del ghiacciaio a causa delle temperature sempre più elevate.

Secondo Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, “serve una riflessione per mettere in atto una diversa consapevolezza nel vivere la montagna“.

Anche per il Comitato Glaciologico Italiano (Cgi) la presenza di sempre più turisti per periodi sempre più brevi in luoghi molto popolari delle Alpi sta diventando un problema per la natura e i residenti.

Urgente l’apertura di tavoli di confronto tra istituzioni, portatori di interesse locali e associazioni per affrontare il problema definendo percorsi al fine di rendere meno impattante la fruizione dei luoghi d’alta quota.

ghiacciao Fellaria
Immagine di Legambiente

A spiegarlo Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia: “Se sulla Mer de Glace (osservato nella prima tappa), ingrigita e abbruttita dai cambiamenti climatici, i turisti si stanno riducendo, per il ghiacciaio di Fellaria al contrario si parla addirittura di overturism.

Attorno a questo ghiacciaio, estremamente dinamico e di conseguenza piuttosto pericoloso, in questi ultimi anni si stanno concentrando tante e forse troppe persone. Si tratta di un’area estremamente fragile, ancorché pericolosa, dove addirittura le tracce le geomorfologiche arrivano a confondersi con le tracce antropiche.

Sempre più spesso in montagna si pone il problema di un rapporto corretto con la natura che da un lato necessita di nuove forme di governance e dall’altro ci interroga su aspetti socio-antropologici meritevoli di attenzione“.

Intanto, proprio qui in Valtellina, dove si muovono le azioni per ospitare le Olimpiadi invernali 2026 proprio Legambiente sta seguendo l’inesaurabile declino del terzo ghiacciaio lombardo per estensione, che ha perso il 46% della sua superficie dal 1850 a oggi.

Tra il 2022 e il 2023 la sua porzione più bassa di quota ha registrato una perdita annuale
tra i 5 e gli 8 metri di spessore; mentre il grande lago proglaciale, iniziato a formarsi dopo il 2003, ha raggiunto un’estensione di 222.000 metri quadri (pari a 30 campi da calcio).

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