Tanti i bambini milanesi che hanno iniziato a approfondire quanto sia importante il contributo delle chiome degli alberi nella vita in città. A organizzare gli incontri un nuovo progetto di Forestami fresco di un riconoscimento Onu alla Cop17. Ne parliamo con Maria Chiara Pastore
A lezione di tree canopy cover – ovvero di come la copertura arborea ci aiuta a vivere meglio – ci stanno andando bambine e bambini di 100 classi di IV e V della scuola primaria milanese.
Lo prevede il progetto Tra le chiome che nasce all’interno della più ampia azione di forestazione della città metropolitana di Milano, già conosciuto come Forestami, promossa anche grazie al sostegno del Gruppo Prada.
In classe, gli alunni seguiti da La Fabbrica, ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, prendono appunti su un diario scolastico dedicato. E a quanto pare non si lasciano sfuggire una parola.
Il referente scientifico di Forestami – quindi anche del progetto di academy Tra le chiome – è Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica docente del Politecnico di Milano che è appena tornata dalla Cop17 (tenutasi in Armenia alla fine di ottobre dove il focus era proprio la biodiversità) con un importante riconoscimento delle Nazioni Unite: il World Restoration Flagship.
A Yerevan, Pastore era ospite della delegazione cinese. E al China Pavilion ha preso la parola portando la sua tesi, ovvero, come la copertura arborea degli alberi sia una vera e propria infrastruttura urbana in grado di mitigare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita cittadina.
Grandi città, cambiamenti climatici e benefici della forestazione
GreenPlanner ha raggiunto Maria Chiara Pastore per far luce su come vada affrontato il tema della forestazione nelle grandi città.
“Una sfida particolarmente complessa – ammette la docente del Politecnico – perché si sviluppa in territori nei quali la competizione per l’uso del suolo è molto forte. Lavorare in una grande area metropolitana come quella milanese significa confrontarsi con interessi, funzioni e necessità differenti, cercando di restituire spazio alla natura e di riconoscerne il valore come infrastruttura fondamentale per la qualità ambientale e la vita delle persone“.
Il riconoscimento dell’Onu ha premiato proprio la capacità di affrontare “questa complessità attraverso una visione territoriale, scientifica e condivisa, che mette in relazione istituzioni, ricerca, imprese e comunità locali.
Tra gli elementi di interesse: il modello pubblico-privato, per il quale Forestami funziona da facilitatore e connettore; la collaborazione con le cooperative sociali, che coprogettano gli interventi di piantagione; la sinergia tra team tecnico-scientifico e team di comunicazione che non agiscono separatamente ma continuano a intrecciare le attività per trasmettere a ogni cittadino nozioni importanti sulla forestazione urbana“.
Tutto il mondo è Paese in fatto di bisogno di salvaguardare la biodiversità, ma ogni città fa un caso a parte.
“La replicabilità è stata uno degli elementi considerati nella valutazione delle iniziative candidate al riconoscimento delle Nazioni Unite, insieme alla capacità di ampliare gli interventi e di generare risultati misurabili – specifica Pastore -. Naturalmente non si tratta di esportare un modello da applicare in modo identico ovunque: ogni città ha caratteristiche urbanistiche, ambientali e sociali specifiche.
Quello che può essere condiviso è soprattutto il metodo, partire quindi dalla conoscenza scientifica del territorio, costruire una visione su scala metropolitana, misurare gli obiettivi e coinvolgere una pluralità di soggetti nella trasformazione“.
Nei prossimi mesi, dunque, saranno i bambini milanesi a concentrarsi sui temi della biodiversità in città. Il significato è “investire nella loro formazione e nella capacità delle comunità di immaginare e costruire città più sostenibili” chiosa Pastore.
Il supporto del Gruppo Prada è dirimente. La strategia legata alla Sostenibilità è seguita in prima persona da Lorenzo Bertelli, head of sustainability del Gruppo Prada, che plaude ai riconoscimenti internazionali di Forestami.
In effetti, tra la recente conferenza internazionale Tree Cities of the World di Malaga e la Cop17 appena conclusasi in Armenia, ormai in molti sanno che quel Forestami porta con sé il suffisso “mi” che è a tutti gli effetti la “targa” di Milano.
E non è poca cosa per una città che lotta ancora contro l’abuso di cemento.













