A2A, Politecnico di Milano e Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile sperimentano a Brescia il primo progetto di car sharing a guida autonoma per offrire agli utenti un servizio più efficiente, riducendo traffico e impatto ambientale
Il futuro della mobilità urbana fa le sue prove a Brescia, città in cui prende vita un ambizioso progetto di car sharing a guida autonoma, sviluppato da A2A, Politecnico di Milano e Most, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile.
L’iniziativa, unica in Europa, si pone l’obiettivo di rivoluzionare il concetto di mobilità urbana, ridurcendo il traffico cittadino, favorendo la decarbonizzazione e migliorando l’efficienza dei trasporti locali.
La sperimentazione, che durerà un anno, è partita con il primo chilometro percorso in modalità completamente autonoma da una Fiat 500 elettrica. L’auto, grazie a un avanzato sistema di intelligenza artificiale e sensori di ultima generazione, può raggiungere l’utente autonomamente, accompagnarlo a destinazione e poi dirigersi da sola verso un parcheggio, una stazione di ricarica o un nuovo cliente.
Tra i vantaggi principali del progetto, spiccano la riduzione del numero di veicoli necessari per il servizio di car sharing e la semplificazione per gli utenti, che non dovranno più recarsi fisicamente al veicolo.
Inoltre, l’integrazione con un sistema di ricarica wireless, sviluppato dal Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano sotto la guida del professor Dario Zaninelli, eliminerà la necessità di interventi manuali per il rifornimento energetico, rendendo il servizio ancora più efficiente.
Il progetto, avviato nell’ambito del programma Most e supportato da fondi Pnrr, rappresenta un esempio di eccellenza tecnologica italiana. Il sistema di guida autonoma, sviluppato dal gruppo Aida (Artificial Intelligence Driving Autonomous) del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico, coordinato dal professor Sergio Matteo Savaresi, integra algoritmi avanzati che garantiscono precisione e sicurezza durante la guida.
La sperimentazione, condotta su strade pubbliche e monitorata in tempo reale da una control room presso A2A, prevede l’interazione tra i veicoli autonomi e il complesso tessuto urbano, con l’obiettivo di garantire elevati standard di sicurezza e affidabilità.
Secondo i promotori, questo modello di mobilità potrebbe ridurre significativamente i costi operativi, aumentare la sostenibilità del trasporto cittadino e migliorare la qualità della vita urbana.
Brescia, già protagonista di innovazioni come il teleriscaldamento e la metropolitana leggera, si candida ora a diventare un modello europeo per la mobilità del futuro. Per la sindaca Laura Castelletti con questa innovazione l’amministrazione vuole “dar vita ad un servizio per i cittadini ampliando la gamma delle proposte per la mobilità sostenibile. Questo progetto è anche una leva straordinaria per la nostra candidatura a Green Capital europea: Brescia è una città che non smette di innovare e di investire in sostenibilità, è la nostra città europea“.
Il progetto, definito da molti un laboratorio d’innovazione, sottolinea la capacità dell’Italia di coniugare tecnologia, sostenibilità e visione strategica per affrontare le sfide della mobilità urbana sostenibile.












