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Traffico in tilt per eventi straordinari? Le soluzioni per evitarlo ci sono. A monte

congestione stradale
Immagine da Depositphotos

Sebbene manchino linee guida nazionali univoche per la gestione di eventi straordinari, si possono minimizzare i disagi. Bisogna però uscire dalle soluzioni “normali”. Vediamone alcune…

I 220 bus che invadono la località montana di Roccaraso richiamati da una tiktoker rimarranno negli incubi del Sindaco: l’ingorgo infernale ha  richiesto molte ore e l’intervento delle forze dell’ordine per il ritorno alla normalità.

A parte questo caso davvero singolare, quante volte ci capita di ritrovarci vittime, dal punto di vista della mobilità, di un evento straordinario, più o meno prevedibile?

Pensiamo ad alcuni esempi di eventi che hanno un impatto negativo sulla mobilità – nel senso di ostacolarla – e, di conseguenza, sull’ambiente: il traffico generato da una partita di serie A o dai grandi centri commerciali in alcuni fine settimana, gli incidenti stradali che comportano la deviazione del traffico in un tratto di strada a discapito di altri centri urbani della zona, le manifestazioni politiche o sportive nelle strade del centro città, le calamità naturali, quali frane, alluvioni o incendi.

Sono tutti casi in cui, per minimizzare i disagi, l’offerta di mobilità deve cambiare e trovare delle alternative efficaci rispetto alle soluzioni normali. Fino a oggi si sono compiuti studi e sforzi finalizzati alla gestione e al miglioramento della mobilità ordinaria, quella generata dagli spostamenti abituali.

Vanno in questa direzione, per esempio, il Piano Urbano per la Mobilità sostenibile, obbligatorio per le città più grandi, che ha l’obiettivo strategico di promuovere nel lungo periodo la mobilità sostenibile e la riduzione dell’impatto ambientale, o la legge sul Mobility management, che obbliga le grandi aziende a produrre annualmente un Piano spostamenti casa-lavoro finalizzato a ridurre l’utilizzo dell’auto propria per recarsi quotidianamente a lavoro.

La gestione degli eventi straordinari è ancora facoltativa. La tecnologia offre parecchio. Per esempio:

  • sistemi di monitoraggio in tempo reale – sensori e telecamere che analizzano i volumi di traffico e consentono di individuare subito ingorghi o incidenti, così da attivare piani di gestione alternativi
  • pannelli a messaggio variabile (Pmv) – strumenti che aggiornano gli automobilisti sulle condizioni del traffico, sulle deviazioni da seguire o sulle aree in cui è consigliabile non entrare, fornendo informazioni immediate e dinamiche in caso di eventi eccezionali
  • software di controllo semaforico intelligente – algoritmi che regolano i cicli semaforici in base al flusso di veicoli, ottimizzando i tempi di percorrenza e riducendo il formarsi di code
  • applicazioni di infomobilità e piattaforme di routing – app per smartphone o software integrati nei veicoli che propongono in tempo reale percorsi alternativi, combinando anche diverse modalità di trasporto (auto, mezzi pubblici, sharing)
  • sistemi di allerta rapida e analisi predittiva – basati su big data, machine learning e modelli di simulazione che permettono di prevedere l’impatto di eventi eccezionali (come alluvioni o grandi manifestazioni) e di predisporre in anticipo piani di emergenza

Se da un lato la tecnologia è disponibile sembra mancare una regia complessiva e delle linee guida: dunque chi ha la responsabilità di gestire operativamente questi eventi? Con quali risorse? Con quali strumenti? Con quali poteri?

Gestione efficace della mobilità

Esistono, in Italia, alcuni eventi che hanno implementato piani di mobilità specifici e piuttosto efficaci, sebbene non sempre formalizzati in una governance complessiva.

Mancano linee guida nazionali univoche per la gestione di eventi straordinari; spesso sono iniziative locali o regionali frutto di accordi fra enti pubblici, organizzatori e aziende di trasporto.

Tuttavia, mostrano come una collaborazione consolidata e la condivisione dei dati (sui flussi di visitatori, sulla capacità delle infrastrutture di trasporto, sui parcheggi disponibili) possano garantire un significativo contenimento dell’impatto ambientale e del disagio per i residenti. Ecco alcuni casi interessanti.

Kappa FuturFestival a Torino

Da circa dieci anni è un evento di 3 giorni dedicato alla musica elettronica. Si svolge all’interno del Parco Dora, un antico sito industriale dismesso e ormai inglobato all’interno della città.

Nella sua ultima edizione ha visto la partecipazione di 90mila persone, molte delle quali dall’estero. L’organizzazione, orientata con determinazione alla sostenibilità, ha dialogato fattivamente con il comune e con l’azienda di trasporto pubblico per incrementare la frequenza dei bus e dei tram che servono la zona.

Con l’associazione dei taxi si è accordata per prolungarne l’orario di servizio e avere delle tariffe dedicate; con i gestori di monopattini e bike sharing per avere un’area di sosta dedicata.

Il risultato è straordinario: i partecipanti hanno l’opportunità di andare e tornare senza usare l’auto propria; l’impatto sui residenti, sul traffico e sull’ambiente è minimo.

Lucca Comics & Games

Ogni anno, tra fine ottobre e inizio novembre, la città toscana accoglie centinaia di migliaia di appassionati di fumetti, giochi e cultura pop.

Per evitare congestionamenti, viene incentivato l’uso del treno (la stazione è a pochi passi dal centro storico), con corse speciali e potenziate dalla Regione. Inoltre, il comune istituisce aree di parcheggio periferiche collegate al centro da navette.

Jova Beach Party (varie località italiane)

Alcune tappe del tour si sono svolte in zone costiere soggette a criticità ambientali e logistiche, con limitate infrastrutture stradali. Pur tra molte discussioni e criticità, in diversi casi sono stati predisposti parcheggi per cambio modalità di trasporto, linee di bus dedicate, orari dei treni potenziati e percorsi pedonali protetti per raggiungere le spiagge.

Qui la cooperazione tra organizzatori, Comuni, Regioni e Trenitalia (oltre alle Autorità locali di vigilanza) ha svolto un ruolo decisivo per evitare ingorghi e gestire i flussi turistici.

Comunque, Jovanotti qualcosa ha imparato e quest’anno ha dichiarato di voler organizzare un evento solo per ciclisti (appuntamento nel pomeriggio di sabato 26 luglio 2025 ai Laghi di Fusine in Friuli Venezia Giulia).

articolo redatto da Giancarlo Bertalero e Carlo Corona

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