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Illuminazione pubblica: più efficienza e tutela della salute

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020

illuminazione-pubblicaOttimizzare i consumi di impianti e apparecchi di illuminazione pubblica regolarizzando gli effetti della luce artificiale sullo stato psico-attitudinale dell’uomo è possibile grazie alle ricerche condotte da Hera Luce che sono state recepite dalla direttiva regionale dell’Emilia Romagna sull’efficentamento energetico e inquinamento luminoso.

Gli studi condotti da Hera Luce hanno prodotto un’etichetta energetica e una scala di valori relativa all’influenza della luce artificiale sul ciclo sonno/veglia.

Questi indicatori da un lato consentiranno agli enti pubblici di ridurre le spese per il funzionamento degli impianti di illuminazione pubblica, con il conseguente risparmio economico dei cittadini, dall’altro sarà possibile stabilire l’intensità luminosa adeguata ad ambienti di lavoro o domestici. Questo sarà il risultato del recepimento degli studi di Hera Luce all’interno del testo della direttiva della Regione Emilia Romagna pubblicata nei giorni scorsi.

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Hera Luce è la prima società ad avere proposto un sistema di valutazione energetica sia per apparecchi, sia per impianti di pubblica illuminazione. A oggi solo la Spagna ha un sistema analogo, ma risulta datato e si applica solo agli impianti e non anche agli apparecchi.

Hera Luce, per supportare la Pubblica Amministrazione nell’individuare soluzioni sostenibili e guidarla nell’acquisizione di nuove tecnologie a bassi consumi e a costi contenuti, ha messo a punto due schede che definiscono la classe energetica degli apparecchi e orientano nella valutazione dei costi e benefici, traducendo i dati tecnici in indicatori di facile lettura con il metodo dell’energy labelling, utilizzato dal settore dell’elettronica a quello degli immobili (un esempio sono le etichette con la classe energetica che troviamo sugli elettrodomestici).

Questa operazione ha l’obiettivo non solo di promuovere un benchmarking energetico e ambientale legato alla illuminazione pubblica, ma anche di dare concreta applicazione ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) utili a classificare come sostenibile un prodotto.

Lo scopo dei CAM per la pubblica illuminazione è promuovere l’adeguamento degli impianti esistenti o realizzarne di nuovi, rispettando le norme di sicurezza per gli utenti, riducendo l’impatto ambientale e l’inquinamento luminoso, ottimizzando le risorse energetiche ed eliminando sostanze pericolose per l’uomo e l’ambiente.

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Le schede messe a punto da Hera Luce, oltre a elencare i consumi e le prestazioni, forniscono anche indicazioni sul funzionamento dei prodotti assegnando loro una classe energetica. I criteri scelti per stabilire il consumo riguardano sia il singolo apparecchio illuminante sia l’intero impianto, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, tradizionale o recente che sia, fornendo così validi termini di paragone anche nel caso di nuove soluzioni, come le sorgenti luminose a Led.

Altri parametri acquisiti dal legislatore regionale sono quelli contenuti nel modello semplificato ricavato da Hera Luce in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli per la valutazione dell’influenza che le sorgenti luminose artificiali hanno sul ciclo circadiano, ovvero sulle reazioni fisiologiche che derivano dall’alternanza veglia/sonno. Si tratta di una formula semplificata per l’analisi del potenziale stimolo circadiano da parte di oltre 60 sorgenti luminose oggi in commercio, sia destinate all’illuminazione di interni, sia di esterni.

Grazie all’acquisizione di tali studi Hera Luce potrà progettare impianti di illuminazione in grado non solo di garantire una corretta visione, ma anche di migliorare le prestazioni psico-attitudinali e di contribuire alla tutela della salute dell’uomo.

Tra gli effetti non visivi c’è anche l’impatto della luce sullo stato di attenzione e di veglia e sulla produttività lavorativa. Impianti di illuminazione dinamici potrebbero essere utilizzati per stimolare i meccanismi biologici nella maniera più appropriata nei luoghi di lavoro, di cura e in ambienti domestici.

Una corretta illuminazione potrebbe anche essere utilizzata per migliorare la salute: diversi studi infatti, dimostrano che l’esposizione a determinate sorgenti luminose potrebbe favorire lo sviluppo di tumori al seno, così come il trattamento con luce artificiale potrebbe contribuire a ridurre il disturbo affettivo stagionale.

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