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Riciclo creativo: Miss Savonarola, la sedia ricavata da una lavatrice

pubblicato il: - ultima modifica: 10 Aprile 2020

sedia-miss-savonarolaL’arte del riciclo creativo, per recuperare oggetti trasformandoli in altre cose, magari più utili e funzionali. Accade con una sedia realizzata in acciaio inox dalla vasca di una lavatrice recuperata in discarica e reinventata da Mariangela Brando, giovane laureata in architettura, nata in Basilicata ma di adozione fiorentina.

Una ragazza creativa e intraprendente giovane, appassionata di informatica, tecnologia, fotografia e interior design, così si definisce l’artista.

Il titolo della sedia, Miss Savonarola, è composto dal termine Miss riferito alle curve della sedia che richiamano i fianchi larghi di una donna, e Savonarola che con il nome dichiara l’ispirazione a una delle icone che hanno fatto la storia del design classico, la celebre sedia alla Savonarola.

Si tratta di un esemplare dalla tipica struttura ad X, in dialetto fiorentino a iccasse, il cui nome deriva dalla sedia che si trovava nella cella del Savonarola nel convento di San Marco a Firenze. Questo modello di sedie, comune in Italia dal secolo XV al XVII, discende dalla fusione della sella Curulis romana con la sedia da campo di origine araba.

Del modello tipico della tradizione dell’arredo toscano, il nuovo progetto conserva le linee mentre la divisione cromatica richiama al De Stijl di Piet Mondrian e l’unione tra arte, artigianato e tecnologia al Bauhaus.

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Il Bauhaus fu una scuola di architettura, arte e design che operò in Germania dal 1919 al 1933 e rappresentò il punto di riferimento fondamentale per tutti i movimenti di innovazione nel campo del design e dell’architettura legati al razionalismo e funzionalismo, facenti parte del movimento moderno, come il De Stijl.

Tale movimento nacque nel 1917 in Olanda con Piet Mondrian e Theo van Doesburg che, nel Manifesto De Stijl, utilizzarono il termine neoplasticismo per descrivere la loro forma d’arte astratta, essenziale e geometrica, basata sugli elementari della linea, del piano e dei colori primari. Il neoplasticismo condivide con il Bauhaus gli assunti di razionalità e chiarezza, l’istanza riformatrice, etica e sociale insieme, influenzando lo sviluppo di svariate avanguardie.

Miss Savonarola è un pezzo classico rivisitato in chiave assolutamente contemporanea. Le linee sono moderne ma non perdono di vista il modello di riferimento della sedia Savonarola; la coppia opponente di colori primari puri del blu e del giallo sono a contrasto e dai toni forti come nell’iconico capolavoro di design di Gerrit Rietveld, la celebre sedia rossa e blu del 1918; l’oggetto è funzionale, dalle forme semplici e geometriche, realizzato artigianalmente con cura per i dettagli e per i materiali, i quali essendo materiali di recupero rispondono al requisito di economicità che insieme ai precedenti aspetti stanno a fondamento della scuola del Bauhaus.

L’opera realizzata dimostra che è possibile tirar fuori il bello da qualcosa che di bello non ha più nulla come una vasca di una lavatrice ritrovata in discarica.

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La sedia Miss Savonarola è infatti realizzata con una struttura portante in acciaio inox ricavata da una vasca di una lavatrice recuperata in una discarica. La vasca viene tagliata con il flex (smerigliatrice angolare) lungo il suo diametro ottenendo due semicilindri.

A seguito di un’attento studio delle piegature e della forma necessaria per distribuire le forze di carico su tutta la pelle della seduta e per rendere la seduta quanto più ergonomica, sette lamiere opportunamente sagomate vengono unite mediante saldatura alla struttura portante.

Una lamiera curvata di spessore 1 mm viene saldata nella parte posteriore con funzione di schienale, due sagomate sono saldate tra i due semicilindri in modo da sollevare la seduta rispetto al pavimento di 45 cm, due di spessore 8 mm vengono saldate alla base della sedia con funzione di piedi d’appoggio e infine le ultime due vengono saldate superiormente con funzione di braccioli.

Con tali accorgimenti si rende la struttura solida e assolutamente confortevole. La struttura della sedia è verniciata a pennello con uno smalto a base di resina sintetica alchidica color nero satinato mentre i braccioli, lo schienale e piedi di appoggio sono verniciati con smalto blu. I pannelli in plexiglass sono ricoperti da una pellicola adesiva di colore giallo e sigillati alla struttura con silicone e viti autofilettanti.

Lo schienale, i braccioli e la scocca sono imbottiti con uno strato di schiuma ignifuga di poliuretano stampata a freddo rivestita in ecopelle blu. Il rivestimento è possibile in diverse tonalità per integrarsi in ogni stile d’arredo.

La sedia è attualmente esposta nel punto vendita Illum di Firenze (via Baracca 3/A) fino a primavera 2014. Durante questo periodo sarà possibile, ai visitatori e ai clienti dei negozi, esprimere una preferenza tra le varie opere in concorso consegnando un apposito cedolino all’interno di alcuni negozi della via.

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