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Mobilità sostenibile, il rapporto Euromobility incorona Venezia

pubblicato il: - ultima modifica: 9 Agosto 2020

mobilita-sostenibile-euromobilitySecondo i dati del settimo rapporto di Euromobility, l’associazione dei mobility manager italiani, che ha preso in considerazione i dati relativi alla mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane, è Venezia a conquistare il primo posto, mentre Bologna e Torino sono la seconda e terza città italiana.

Al quarto posto Parma seguita da Brescia. Roma compare soltanto al ventesimo posto, mentre al sedicesimo posto c’è Cagliari, la prima città del sud.

Le città italiane meno virtuose sono Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

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Venezia riconquista dopo due anni la prima posizione e si aggiudica così il titolo di città più eco-mobile d’Italia. Vince non solo perché favorita dalla più estesa area pedonale e dal più basso indice di motorizzazione, ma anche grazie a un trasporto pubblico che funziona, al servizio di bike sharing in crescita e al miglior car sharing in rapporto alla popolazione, sia per numero di utenti sia per numero di automobili.

Sul podio ancora tutte città del nord con il secondo posto a Bologna e il terzo a Torino, ma nella top ten ritorna anche Firenze che conquista il settimo posto.

Milano si piazza in sesta posizione, mentre Roma soltanto al ventesimo. Ancora nella top ten Bergamo all’ottavo posto, seguita da Padova e Genova. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

La graduatoria delle città alla ricerca di una mobilità più sostenibile è contenuta nel settimo Rapporto Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città, elaborato da Euromobility con il contributo e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare.

Sempre ricca di indicatori questa settima edizione che tiene conto delle innovazioni introdotte (car sharing, bike sharing, mobility manager), della presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili a più basso impatto (gpl, metano), dell’offerta e dell’uso del trasporto pubblico, delle corsie ciclabili, delle zone a traffico limitato e di quelle pedonali.

Ma anche dei dati sui parcheggi di scambio e a pagamento, di quelli sulla sicurezza, sulle flotte di veicoli comunali e sulla distribuzione delle merci in città, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile. Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

“Questo settimo Rapporto” dichiara Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility “segnala che finalmente inizia a ridursi il tasso di motorizzazione, aumentano i veicoli a basso impatto in uso ai Comuni e alle loro aziende e riprende anche la crescita del numero di auto a metano e gpl, che raggiungono il 7.5% del parco nazionale circolante. Ma conferma, purtroppo, che ai servizi innovativi credono più i cittadini che i loro amministratori: se il bike sharing mostra una crescita a due cifre percentuali sia di utenti sia di biciclette, al car sharing si rivolgono sempre più cittadini ma le automobili diminuiscono del 2.4%”.

Anche il Presidente Riccardo Canesi non fa salti di gioia, ma anzi bacchetta le amministrazioni “che dimostrano ancora di non aver compreso appieno quanto faccia bene alla salute delle città e a quella dei cittadini la mobilità attiva, l’uso cioè dei propri piedi e della bicicletta per gli spostamenti quotidiani. I percorsi in città sono ancora troppo poco sicuri e l’impegno sul piano culturale è scarso o addirittura assente”.

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