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Energie rinnovabili, la batteria organica nel 2014 sarà una realtà

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020

batteria-organicaI ricercatori della prestigiosa Università di Harvard che si occupano di energie rinnovabili hanno perfezionato il processo di realizzazione di una batteria organica efficiente e poco costosa.

L’ambizione al risparmio nei confronti della fornitura di energia è sempre più spesso affiancata da un genuino interesse verso la tutela dell’ambiente e la ricerca di fonti alternative da cui trarre sostentamento. Per questo motivo, nel confrontare le tariffe Enel Energia, Edison e altri, molti consumatori guardano se gli operatori propongono anche contratti dove la produzione è affidata alle fonti green o si dedicano al loro sviluppo.

In un momento come quello che stiamo attraversando in cui è fondamentale per tutti i consumatori risparmiare e al contempo non perdere di vista l’importanza di operare nel pieno rispetto della natura, ecco che un aiuto può arrivare anche da una batteria low cost che permette di utilizzare molti dispositivi spendendo meno e nello stesso tempo facendo del bene all’ambiente.

Recentemente è stata conclusa, infatti, la realizzazione di una batteria completamente organica, il cui progetto è stato messo a punto presso l’Università di Harvard da un team di ricercatri che opera nell’ambito del programma Open 2012 finanziato dal Department of Energy, Advanced Research Projects Agency-Energy. Queste nuove batterie sono prive di metallo e soprattutto sono poco costose. Lo studio è apparso sulla rivista Nature e promette una metal-free flow battery, in grado di abbattere i costi in fase di immagazzinamento dell’energia in eccesso.

L’energia viene conservata in modo semplice, efficiente e low cost, questo è l’obiettivo principale di chi studia la possibilità di un’alimentazione alternativa dei nostri centri urbani: gli eccessi prodotti dai sistemi eolici e solari o, al contrario, le carenze, devono essere affrontare grazie a efficienti metodi di accumulo dell’energia, che garantiscano all’utente la possibilità di un uso costante delle fonti di energia green.

Con il sistema di accumulo progettato dai ricercatori di Harvard si costituisce una batteria di flusso, cioè un tipo di batteria ricaricabile in cui alcuni elettroliti contenenti una o più sostanze elettro-attive fluide, solitamente stoccati in serbatoi all’esterno della batteria, scorrono invece attraverso una cella elettrochimica che converte l’energia chimica in energia elettrica. Le sostanze elettro-attive presenti nella batteria solitamente sono molto costose: per ovviare al problema, i ricercatori hanno sostituito degli elementi costosi come il vanadio con molecole organiche a basso costo e facili da produrre, i chinoni, simili a quelle capaci di immagazzinare energia nelle piante e nelle animali.

La quantità di energia che può essere immagazzinata è limitata solo dalle dimensioni dei serbatoi esterni: un design innovativo consentirebbe di accumulare grandi quantità di energia a un costo nettamente inferiore rispetto alle tecnologie tradizionali.

Roy G. Gordon, docente di chimica che fa parte del team di ricercatori, ha spiegato così il progetto “Il settore dello stoccaggio energetico usa solitamente ioni metallici in vari stati di carica: ma la quantità di ioni da inserire nella soluzione è limitata e nessuna tipologia è capace di immagazzinare grandi quantità di energia rinnovabile a basso costo. Grazie alle molecole organiche, oggi si può introdurre un nuovo vasto insieme di possibilità per accumulare energia a costi contenuti”.

Michael J. Aziz, altro membro del team, ha poi puntualizzato che “Il sistema appena messo a punto dal nostro team potrebbe, teoricamente, essere installato su qualsiasi nodo sulla griglia”.

Una volta completati i test, la nuova batteria di flusso sarà progettata su scala commerciale e si inizierà la sua vendita al dettaglio, hanno infine dichiarato da Harvard.

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