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Risparmio energetico ed efficienza: l’Italia ha preso la strada giusta

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Secondo il Rapporto Enea, nel 2012 l’Italia ha incrementato del 30% il risparmio energetico, migliorando dell’1% anche l’efficienza degli impianti.

Buone notizie per famiglie e imprese: l’Italia sembra aver imboccato la giusta via per quanto riguarda il risparmio energetico e l’efficienza degli impianti. A dirlo è l’ultimo rapporto di Enea (Ente nazionale per l’energia e l’ambiente) secondo il quale nel 2012 è stato registrato un taglio agli sprechi di energia del 30%.

Le aziende e le famiglie, quindi, per risparmiare hanno imparato a scegliere fra le tariffe di Enel e degli altri operatori e, grazie a importanti investimenti, hanno anche reso i propri consumi più ottimali ed efficienti.

L’analisi di Enea parla di un risparmio in termini economici di circa 20 miliardi di euro in tutta Europa e, per quanto riguarda i livelli di risparmio energetico, l’Italia si posiziona prima di paesi come Francia e Germania. I consumatori, per risparmiare sulle bollette, possono confrontare le offerte di luce e gas, ma per l’efficienza energetica sono necessari interventi strutturali: a guadagnarci sono le finanze di famiglie e imprese e anche l’ambiente.

Nello specifico, l’indice di efficienza energetica è cresciuto dell’1% grazie agli investimenti per migliorare gli impianti e a livello globale l’intensità energetica (ovvero la quantità di energia necessaria a produrre 1.000 euro di Pil) è risultata inferiore del 6,3% rispetto alla Germania e del 18,2% rispetto alla Francia. Certo, c’è anche chi sta meglio di noi, come la Gran Bretagna che ci stacca del 14,6%, ma la strada intrapresa è quella giusta e consentirà risparmi consistenti per i prossimi anni.

Secondo Enea, infatti, l’efficienza energetica in Europa può garantire risparmi fino a 20 miliardi l’anno. In pratica, tutti gli investimenti necessari per la riqualificazione del sistema energetico saranno ampiamente compensati da un taglio alle spese per produzione di energia e acquisto di combustibile all’estero. In Italia, lo ripetiamo, siamo sulla giusta strada e il miglioramento dell’efficienza energetica ha portato a una diminuzione delle importazioni di energia del 4%.

Di conseguenza, è aumentata la produzione nazionale con impulsi positivi soprattutto nel mercato delle risorse rinnovabili. Complessivamente si è registrato un incremento del 5,8% che ha permesso di raggiungere quota 37,5 megatep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio). In questo ambito, come anticipato, hanno giocato un ruolo fondamentale le energie rinnovabili che hanno realizzato un trend positivo dell’8,4%.

Non sono quindi da sottovalutare tutti i risvolti positivi che possono provenire dal risparmio energetico e dal miglioramento dell’efficienza. Sempre la ricerca Enea ha calcolato che, continuando di questo passo con gli investimenti, entro il 2020 si potrà registrare un aumento del Pil dell’Unione Europea per circa 34 miliardi di euro. Tradotti in capitale umano questo significa anche 400mila posti di lavoro in più nel settore dell’energia che sta vivendo una grande espansione.

Insomma, finalmente arrivano dati positivi sull’economia italiana che fa vedere buoni risultati sul fronte del risparmio e dell’efficienza energetica. Il governo, a questo punto, deve capire che non bisogna interrompere le politiche di incentivazione, ma al contrario è necessario vengano stimolati nuovi investimenti nel settore.

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