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Risparmio energetico, Italia al 49esimo posto nella classifica globale

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Foto di anncapictures da Pixabay

risparmio energeticoRisparmio energetico: nel Global Energy Architecture Performance Index 2014 l’Italia è al 49esimo posto per il consumo e la produzione di energia.

Il consumo energetico è un tema di rilevanza mondiale ma allo stesso tempo dipende molto dalle performance dei singoli consumatori. Attuare un confronto delle tariffe prima di scegliere la fornitura di energia elettrica o quella del gas per il riscaldamento, è sicuramente un buon modo per risparmiare, ma a incidere maggiormente sulle prestazioni energetiche di un paese è soprattutto la qualità del consumo.

E pare che rispetto al resto dei 28 paesi europei, l’Italia sia al 26esimo nella classifica delle migliori performance e che si posizioni nei posti più bassi anche a livello mondiale: a confermarlo è la Global Energy Architecture Performance Index 2014, la classifica mondiale delle prestazioni energetiche dei singoli paesi e delle grosse aree geografiche del pianeta.

Questo report globale è stato realizzato da Accenture e dal World Economic Forum e nello specifico, ha indagato su come stanno agendo sul mercato dell’energia 124 paesi nel mondo tra i quali spuntano proprio Unione Europea, il Nord America, il Nord Africa, i paesi del Brics, l’area Asean e l’Africa sub-sahariana.

Gli indicatori sulla base dei quali sono state valutate le performance dei paesi sono stati la relativa crescita economica, l’attuazione e il grado di sostenibilità ambientale su cui stanno lavorando e la sicurezza energetica che sta dietro i grossi sistemi di produzione e distribuzione dell’energia.

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Su 124 paesi del mondo, l’Italia è al 49esimo posto nella classifica generale e segue tutti i maggiori paesi europei, è al 60esimo posto quando si considerano gli indici di crescita economica e di sviluppo: la più bassa su tutti e 28 i paesi dell’Unione Europea.

Nella classifica generale le prime posizioni sono occupate dalla Norvegia, in testa a tutti, dalla Nuova Zelanda e dalla Francia alle quali seguono i paesi dell’Ue seguiti da quelli Ocse: dai primi dieci paesi in classifica, infatti, proviene il 41% di energia prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio contro una media globale del 28%.

Ma per essere veramente efficaci, le performance dei paesi devono essere allineate su tutti e tre gli indicatori presi in esame: lo spiega lo stesso responsabile Industrie Energetiche del World Economic Forum, Roberto Bocca, che dice che “per un sistema energetico efficace, i Paesi devono focalizzarsi su tutti e tre gli aspetti del triangolo energetico: sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse e accessibilità”.

Globalmente, quindi, l’Ue e i Paesi Nordici sono quelli con le più alte performance e il motivo può risiedere nel fatto che investano nello sviluppo di energie a basse emissioni e nelle rinnovabili, associando questi investimenti a forti politiche di efficienza energetica.

Fatto sta che anche il territorio fa molto in quest’ottica e la territorialità diventa un punto cardine per lo sviluppo di alcune nazioni come nel caso del Medio Oriente che è ricco di risorse naturali ma, allo stesso tempo, ha un grave deficit sul consumo e sulle emissioni.

Quest’area in particolare, infatti, ha raggiunto ottimi risultati sulla sicurezza energetica, ma scarseggia nella distribuzione delle risorse dove dimostra disomogeneità: solo 3 paesi su 17 producono il 90% del fabbisogno energetico dell’intera area.

A ogni modo, come ha dichiarato il managing director Energy di Accenture, Arthur Hanna “non esiste un unico cammino, ogni Paese deve lavorare con le proprie risorse e restrizioni, compiendo scelte e compromessi difficili” e continua “L’Indice aiuta i singoli Paesi a fare il punto della situazione riguardo alle loro sfide in termini di transizione energetica e a individuare i principali ostacoli al successo, come le sovvenzioni che falsano i mercati, le continue incertezze sulle politiche energetiche e i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo di nuove fonti e tecnologie energetiche”.

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