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Il Pacchetto Clima-Energia è troppo poco ambizioso, serve uno scatto

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
pacchetto clima-energia-2030

Questo articolo è stato pubblicato dal magazine online Regioni e Ambiente e può essere consultato integralmente qui: Non dipende dal costo dell’energia la competitività delle industrie europee

pacchetto clima-energia-2030Un recente studio demolisce la tesi che ha costituito il principale motivo per cui il Pacchetto Clima-Energia al 2030 della Commissione UE è così poco ambizioso e non pone vincoli sugli obiettivi delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Insomma, non dipenderebbe dal costo dell’energia il livello di competitività delle industrie europee.

Si tratta del rapporto Staying with the Leaders. Europe’s path to a successful low-carbon economy, redatto da Climate Strategies, una rete di prestigiosi istituti di ricerca, tra cui DIW Berlin (German Institute for Economic Research), Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment (London School of Economics and Political Science), IDDRI Paris (Institut du Dèveloppement Durable et des Relations Internationales).

Al Premier Renzi il compito di dimostrare una svolta buona anche nelle politiche climatico-energetiche durante il semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE. Il Pacchetto Clima-Energia al 2030 proposto dalla Commissione UE nel gennaio 2014 costituirà uno dei temi più caldi della politica europea nei prossimi mesi e, quindi, è destinato a costituire un banco di prova anche per il Governo Renzi, durante la Presidenza di turno del Consiglio UE.

Nella seconda parte dell’anno, infatti, si concentreranno alcuni eventi che costringeranno l’Unione europea ad assumere decisioni che avranno un certo peso sugli scenari climatici ed energetici mondiali.

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Dal 1° al 4 settembre si svolgerà ad Apia (Samoa) la III Conferenza dei Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo che dovrà affrontare le problematiche dell’innalzamento del livello del mare a seguito dei cambiamenti climatici, che sta già costringendo gli abitanti di alcuni isolotti del Pacifico a un esodo forzato.

Seguirà il 23 dello stesso mese a New York la Conferenza ad Alto Livello sul Clima indetta dal Segretario ONU Ban Ki-moon con l’obiettivo di mobilitare l’impegno politico per la conclusione equa di un accordo globale entro il 2015 a Parigi, nonché di stimolare un’azione rafforzata per ridurre le emissioni di gas serra e di costruire comunità resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici. In ottobre ci sarà la decisione finale del Consiglio UE in merito alla proposta di Pacchetto Clima-Energia al 2030.

Quindi, a Lima (1-12 dicembre 2014) avrà luogo la Conferenza delle Parti della Convenzione ONU su Cambiamenti Climatici. Come si può ben capire, sono questi eventi assai impegnativi in cui l’Europa dovrà dimostrare ambizione di obiettivi, se vorrà avere un ruolo in un contesto mondiale, prendendo posizioni su tematiche rispetto alle quali finora il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è rimasto piuttosto defilato e schierato sulla posizione ufficiale della Commissione UE, tanto da ricevere le critiche del mondo ambientalista e delle associazioni che lo avevano inviato ad assumere un ruolo più incisivo per giungere a impegni vincolanti su rinnovabili ed efficienza energetica.

Leggi l’articolo integrale: Non dipende dal costo dell’energia la competitività delle industrie europee.

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