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Tariffe di energia, quanta mobilità c’è fra mercato tutelato e libero?

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
mercato libero energia elettrica

mercato libero energia elettricaLe tariffe di energia sul libero mercato, secondo una ricerca di Acquirente Unico, non sono ancora ritenute vantaggiose dagli italiani.

Oggi vengono offerti, anche via web, molti servizi che permettono di confrontare le offerte di Illumia, Eni, Enel e molte altre compagnie. Riuscire a risparmiare in tempo di crisi economica è diventato uno dei punti cruciali per molte famiglie e sempre più spesso sono le tariffe di energia sono una delle voci che cercano di essere contenute mensilmente.

Stando a una ricerca di mercato condotta su un campione di 2000 utenti italiani di età compresa tra il 18 e i 74 anni, è emerso che solo il 16,1% ha deciso di cambiare verso operatori appartenenti al mercato libero, mentre l’83,9% è rimasto nel mercato tutelato.

La motivazione principale di tale decisione è lo scarso interessa nei confronti del mercato libero, infatti, il 40,3% non lo ritiene una priorità. Oltre a questo, molti affermano di essere soddisfatti del proprio fornitore (il 12,9%) o di non essere sufficientemente informati (12,2%). Infine, ben un intervistato su dieci ritiene che le tariffe non sono al momento così concorrenziali da permettergli un reale guadagno oppure non ritiene che sostanzialmente tutti i fornitori siano uguali (7,5%).

Come afferma Paolo Vigevano, presidente e AD di Acquirente Unico, società garante della fornitura di energia elettrica alle famiglie e alle piccole imprese “Per la maggior parte dei consumatori il prodotto è sostanzialmente indifferenziato ed è significativo il fatto che il numero di coloro che hanno effettivamente cambiato fornitore, stando alle classifiche ufficiali, è superiore al numero di coloro che dichiarano di averlo fatto: segno che alcuni non hanno nemmeno percepito di aver compiuto una scelta”.

Paolo Vigevano afferma inoltre che “Il mondo del piccolo consumatore finale di energia è complesso e lo dimostra il fatto che, nell’analizzare le motivazioni di fondo di coloro che effettivamente cambiano fornitore, al primo posto non c’è la convenienza economica, ma elementi, apparentemente accessori, che però fanno già intravvedere possibili evoluzioni dello stesso prodotto offerto”.

Essendo un mercato abbastanza attuale, alcuni hanno anche manifestato il timore di sbagliare e ricevere un servizio di qualità inferiore rispetto a quella di cui si fa uso attualmente (il 10,1% ammette tale preoccupazione). È inoltre emerso un dato interessante. Chi rimane nel mercato tutelato ha tendenzialmente uno scarso interesse per i temi energetici in generale, sicuramente accompagnato appunto da una scarsa informazione, da un alto consumo energetico che a volte si dimostra un vero e proprio spreco, mentre chi ha intenzione o è già passato a un mercato libero ha generalmente un alto interesse peri temi energetici, tende al risparmio e alla consapevolezza delle proprie scelte di consumo.

Il mercato dell’energia è sicuramente più lento in quanto a diversificazione rispetto ad altri settori. Le piccole nuove imprese fanno sicuramente più fatica a ritagliarsi il proprio pezzo di business, ma con il tempo riusciranno a crescere e a diversificare le varie offerte così come succede in gran parte dell’Unione europea. Questo porterà non solo a un futuro guadagno per i singoli clienti e per le aziende, ma anche a un continuo sviluppo di nuove forme di energia alternative più economiche ed ecologiche. Inoltre i consumatori con il tempo diventeranno sicuramente più responsabili ed ecologici.

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