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LIFE+, i cittadini in campo per aiutare l’ambiente e la scienza

città: Roma - pubblicato il:
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biodiversitàIn Europa il 35% di animali e piante sono minacciati: all’Italia, che ospita circa 67.500 specie di piante e animali, circa il 43% di quelle descritte in Europa e il 4% di quelle del Pianeta, spetta il record (fonte: Legambiente).

L’Italia perde 8 m2 di terreno al secondo a causa della cementificazione (fonte: Ispra). Ogni minuto viene distrutta una superficie di foresta amazzonica grande quanto tre campi e mezzo di calcio (fonte: WWF).

Dati allarmanti che in qualche modo dichiarano la sconfitta delle istituzioni.

Dopo un primo piano d’azione (2006) che si proponeva di arrestare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2010 ma che non ha portato i risultati sperati, la Commissione Europea ha recentemente (2011) lanciato la Strategia sulla Biodiversità 2020. Il piano d’azione prevede la salvaguardia degli habitat e delle specie più importanti dell’Unione europea.

Per questo non basta lo sforzo dei ricercatori, ma c’è bisogno anche dell’aiuto dei cittadini! La partecipazione attiva e volontaria dei cittadini nella ricerca e nello sviluppo di politiche ambientali a supporto dei decision maker sta assumendo via via un ruolo sempre più determinante. I cittadini manifestano oggi preoccupazione per l’impatto umano sugli ecosistemi, con conseguente perdita di biodiversità e peggioramento della qualità della vita.

Per contribuire all’individuazione di un nuovo approccio strategico, incrementando e migliorando la conoscenza sulla biodiversità in Italia, e le politiche per la sua conservazione, è partito da poco CSMON-LIFE (Citizen Science MONitoring), progetto italiano che attiva iniziative di Citizen Science, inserito tra i quarantasette che la Commissione europea ha approvato nel quadro del programma LIFE+, il fondo per l’ambiente dell’Unione europea.

Il progetto si propone di promuovere una attiva collaborazione tra ricercatori, amministrazioni pubbliche e cittadini per quanto attiene a scoperta, monitoraggio e protezione della biodiversità, e di fare sì che le informazioni raccolte vengano poi utilizzate per lo sviluppo di politiche ambientali condivise, e per questo efficaci sia nel breve che nel lungo periodo.

Le attività previste nel progetto hanno il fine ultimo di esplorare e sperimentare nuove vie per fare dei cittadini protagonisti nelle decisioni di politica ambientale. Le campagne di Citizen Science infatti sono un mezzo eccellente per la raccolta di dati potenzialmente di elevato valore scientifico, e al contempo un canale innovativo ed efficace per fornire informazioni scientificamente corrette al grande pubblico, coinvolgendolo in modo attivo e consapevole nelle attività di conservazione della biodiversità.

Il progetto CSMON-LIFE si propone di attivare campagne di Citizen Science su temi quali cambiamenti climatici, presenza di specie aliene, tutela di specie rare e monitoraggio della alterazione ambientale. A questo scopo, verranno fornite ai cittadini informazioni adeguate a coinvolgerli nella raccolta di dati su alcune specie guida rappresentative di specifici problemi ambientali.

I cittadini acquisiranno nel corso del progetto conoscenze e competenze tali da portarli a diventare, nel corso del progetto, una sorta di citizen expert, figure a metà tra il semplice curioso e il ricercatore, in grado anche di valutare il lavoro di altri citizen scientist in modo scientificamente rigoroso, e quindi di fungere da fondamentale filtro tra i cittadini e il mondo della ricerca, come controllori della qualità dei dati raccolti.

In CSMON-LIFE saranno sfruttate le potenzialità delle moderne piattaforme digitali mobili, quali smartphone e tablet, al fine di facilitare la raccolta di dati in campo, e di aumentare la visibilità del progetto. CSMON-LIFE prevede anche un coinvolgimento delle scuole come parte attiva del mondo della Citizen Science. Tutti i cittadini saranno coinvolti tramite eventi pubblici, bioblitz e altre iniziative a carattere divulgativo.

Le azioni saranno svolte in due zone. L’area di progetto per le specie terrestri (botaniche e zoologiche) è rappresentata dalla Regione Lazio, con particolare riferimento alle sue Aree Protette, Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone a Protezione Speciale (ZPS). L’area di progetto prevista per le specie marine comprende l’area del Salento, sia sulla costa adriatica che su quella ionica. Le aree di maggiore interesse per il progetto saranno il Parco Marino di Porto Cesareo e il Parco Naturale regionale della costa Otranto, Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase.

“L’idea di presentare un progetto di Citizen Science nasce dall’analisi di esperienze di successo nel Nord Europa, come il progetto Inglese Open Air Laboratories, e negli Stati Uniti” dichiara Stefano Martellos del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Trieste e Coordinatore del progetto “Con CSMON-LIFE vorremmo dare un contributo alla diffusione della Citizen Science in Italia, anche in collaborazione con tutti quelli, e sono molti, che stanno applicando da anni questo approccio in iniziative sia locali che nazionali. Con il contributo dei cittadini, riusciremo a contribuire alla scoperta e alla tutela della nostra ricchissima biodiversità”.

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