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Raccomandazioni alla Cina per una migliore politica ambientale

città: Cina - pubblicato il:
politica ambientale cinese

politica ambientale cineseSono state presentate a Pechino ai vertici del Ministero dell’Ambiente cinese le linee guida elaborate nell’ambito del programma di cooperazione Unione europea-Cina sulla governance ambientale.

In stretta collaborazione con i partner del progetto (Chinese Academy For Environmental Planning, Yunnan Institute Of Environmental Science, Shandong Academy Of Environmental Science, Green Istria Association), centri di ricerca, autorità pubbliche e associazioni ambientaliste cinesi, i giuristi dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) hanno redatto delle linee guida per accrescere la partecipazione della popolazione nelle decisioni che hanno ripercussioni sull’ambiente.

Attualmente, un cittadino cinese che volesse dire la sua sulla valutazione di impatto ambientale di un’opera pubblica ha a disposizione dai sette ai venti giorni per farlo. Troppo pochi, secondo i ricercatori dell’Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo dell’EURAC, che propongono di estendere il periodo, anche tenendo conto del fatto che molti cinesi vivono in zone remote e poco accessibili.

Questa è una delle raccomandazioni che i ricercatori hanno ufficialmente presentato a Pechino in un incontro con i direttori delle varie sezioni del Ministero dell’Ambiente, una delegazione dell’Unione europea, esperti internazionali, rappresentanti di organizzazioni internazionali.

Tra gli altri punti messi in evidenza dai giuristi dell’EURAC rientrano il miglioramento del sistema di audizioni pubbliche e il coinvolgimento nel processo decisionale di tutti i cittadini, le società e le organizzazioni potenzialmente interessati, non solo dei residenti nella zona che sono maggiormente colpiti anche per motivi legati alla salute.

Dopo 15 mesi di incontri con la popolazione, interviste ad autorità pubbliche, riunioni con associazioni ambientaliste locali nelle province selezionate (Shandong e Yunnan), il lavoro dell’EURAC in Cina si è concluso mettendo nero su bianco alcuni punti fondamentali per rendere più trasparenti ed efficaci le procedure che regolano la partecipazione pubblica nella valutazione di impatto ambientale.

“Abbiamo lavorato fianco a fianco con organizzazioni non governative e associazioni ambientaliste per individuare le principali lacune nel processo di partecipazione pubblica. Il nostro scopo è quello di favorire il dialogo tra autorità pubbliche e società civile” spiega Mariachiara Alberton, coordinatrice del progetto, che si dichiara molto soddisfatta della risposta delle associazioni locali che si sono assunte dei rischi schierandosi in prima persona “È stato svolto molto lavoro sul campo coinvolgendo i partner e noi stessi abbiamo garantito una regolare presenza in loco; per questo siamo fiduciosi che i risultati del nostro lavoro possano trovare un’applicazione concreta. Un segnale positivo arriva anche dal fatto che il governo cinese ha recentemente emanato una nuova legge quadro sulla protezione dell’ambiente e questa legge è in linea con le raccomandazioni elaborate”.

Oltre alle due province pilota, i risultati del progetto sono stati diffusi in altre zone della Cina attraverso seminari, corsi di formazione, eventi pubblici.

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