
L’Azienda regionale e il Comune di Perarolo di Cadore hanno organizzato venerdì sera alle ore 20:30 nella Sala Civica di Caralte di Cadore una serata dedicata alla scoperta dei tesori e delle bellezze della prima area Wilderness nata nell’arco alpino, con immagini RAI e cenni storici e naturalistici.
Un appuntamento dedicato interamente alla scoperta della splendida vallata che il 1° luglio di vent’anni fa è stata designata come area di natura allo stato selvaggio, non coltivata e non alterata dall’intervento dell’uomo che deve essere tutelata, salvaguardata e valorizzata.
L’evento sarà l’occasione per addentrarsi, con immagini e testimonianze dirette, alla scoperta di questa valle selvaggia dalla lunga storia; la Valmontina infatti, valle impervia delimitata a occidente dal Monte Duranno e a oriente da Cima dei Frati, era un tempo teatro di numerose attività umane ma a seguito dell’abbandono dell’uomo la natura si è riappropriata della valle in tutta la sua selvaggità; carattere questo che la rende, oltre a un’area Wilderness anche un sito SIC (d’Interesse Comunitario) e Natura2000.
Giustino Mezzalira e Paola Berto di Veneto Agricoltura, insieme a Marcella Morandini, Direttore della Fondazione Dolomiti Unesco, Franco Zunino Presidente Nazionale delle Aree Wilderness e Roberto Tabacchi del CAI di Pieve di Cadore racconteranno una tra le vallate più belle delle Alpi. Presenti anche Pier Luigi Svaluto Ferro, Sindaco di Perarolo di Cadore (BL) e il giornalista RAI Bepi Casagrande. Sarà anche proiettato un video realizzato vent’anni fa in occasione dell’inaugurazione realizzato da Giustino Mezzalira e Mimmo Vita.
Immagini e racconti per avvicinarsi alle peculiarità uniche della Valmontina, per conoscere la sua vegetazione unica, composta da piante relitti glaciali e piante tipiche alpine come la Campanula morettina, il Papavero alpino e la Scarpetta della Madonna, oltre alla ricca fauna che annovera una elevata varietà di specie di uccelli tra cui l’aquila reale, il gallo cedrone e il rampichino alpestre; piccoli mammiferi e ungulati come il cervo, il capriolo, lo stambecco, il muflone e il camoscio, ormai diventato simbolo di quest’area incontaminata e meravigliosa.












