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Comperare vintage fa bene all’ambiente

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
usato vintage

usato vintageUsato vintage è bello e fa pure bene all’ambiente.

Lo affermano – giocando in casa – quelli della Schibsted Media Group, multinazionale norvegese che ha voluto calcolare il risparmio potenziale di emissioni di anidride carbonica derivanti dalla compravendita di beni usati vintage che passa attraverso i propri siti Web.

La cosa riguarda direttamente anche il nostro Paese dove l’azienda gestisce Subito.it. Sono proprio le transazioni degli oltre 8 milioni di utenti unici al mese (fonte: media Audiweb Total Digital Audience 2015) che hanno permesso nel 2015 un risparmio di 3,4 milioni di tonnellate di CO2, una quantità equivalente – spiega Melany Libraro, General Manager di Subito.it – al blocco totale del traffico per 32 mesi a Milano o per 10 mesi a Roma, alle emissioni annuali di 373.626 italiani, a 3,6 milioni di viaggi in aereo Milano-New York o di 3,4 Roma-New York, alla produzione di 5,2 miliardi di tonnellate di pasta o ancora di 13,7 milioni di divani.

È stato l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL) a condurre il calcolo basandosi sull’assunzione che ogni prodotto usato rivenduto allunghi il ciclo di vita di un prodotto e la sua dismissione. Da questa ricerca è nato il progetto Second Hand Effect che vede coinvolti, oltre a Subito.it, Leboncoin in Francia, Blocket in Svezia, Vibbo in Spagna e Finn in Norvegia.

I milioni di persone che acquistano oggetti usati vintage su queste piattaforme digitali del Gruppo Schibsted hanno contribuito in un anno al risparmio complessivo di 12,5 milioni di CO2, un quantitativo pari a 1.100 voli intorno al mondo a bordo di un Airbus 380, alle emissioni annuali di 1,5 milioni di europei e al blocco totale del traffico per 3 anni e 4 mesi nella città di Parigi.

Per elaborare i dati di impatto ambientale relativi all’estrazione e alla produzione dei materiali e al processo di smaltimento, l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL) ha creato una partizione di ciò che è presente nelle diverse categorie di Subito.it. Per ogni categoria selezionata, sono stati effettuati dei test casuali su 10-50 annunci pubblicati.

Questi annunci sono stati analizzati ed è stata calcolata la media della partizione dei materiali all’interno degli oggetti. Per esempio, un divano o una sedia nella categoria Arredamento e Casalinghi sono mediamente formati da: 30% legno, 11% acciaio, 18% polipropilene, 20% poliuretano, 10% poliestere, 7% cotone, 3% pelle, 1% lana.

Per ogni bene è stato poi calcolato l’impatto ambientale derivante dall’estrazione della materia prima, dalla lavorazione dei materiali di cui è composto e dal processo di dismissione. Successivamente il totale è stato comparato in chilogrammi equivalenti di diossido di carbonio (CO2e). Il valore attribuito all’oggetto è stato convertito in base alla composizione della partizione dei materiali e a ogni partizione è stato associato un quantitativo di emissioni in chilogrammi di CO2e.

Il valore di emissioni di CO2e è stato successivamente moltiplicato per il peso medio di ogni annuncio così da ottenere i chilogrammi di CO2e per annuncio. Il quantitativo di emissioni ottenuto rappresenta un valore standard di emissioni risparmiate grazie alla mancata produzione di un nuovo oggetto nella categoria analizzata.

Questo valore è il dato base per calcolare il beneficio ambientale (emissioni di CO2 risparmiate) derivante da ogni categoria di prodotto. Nel calcolo effettuato è stato tenuto conto anche dell’impatto ambientale che deriva dal trasporto degli oggetti tra venditore e compratore che in Italia è quantificabile in circa 44 km di media per ogni bene.

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