L’olio di sansa di oliva ha una nuova doppia vita. Da un lato è un alimento, che funziona da apripista per l’extravergine nei Paesi abituati al gusto di altri oli vegetali.
Dall’altro, la sansa disoleata, che è un sottoprodotto dell’estrazione dell’olio, è impiegato sempre più spesso come biocombustibile.
Per queste ragioni, ancor oggi rappresenta un segmento importante della filiera oleicola. Lo sottolinea Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia.
Olio alimentare e fonte rinnovabile per la produzione di agroenergia: il segmento del sansa, ultimo anello della filiera oleicola, è un esempio consolidato di economia circolare.
E grazie alle esportazioni in crescita nei Paesi emergenti, favorisce la diffusione della cultura degli oli d’oliva e della dieta mediterranea. Secondo i dati Istat rielaborati da Assitol, oltre 40mila tonnellate di olio di sansa sono state vendute all’estero nel 2015.
Ciò conferma come questo componente della famiglia degli oli d’oliva sia divenuto la chiave d’accesso di quei Paesi che non conoscono il gusto e i benefici dell’extravergine, avvicinando così i consumatori alla dieta mediterranea oltre ad avere un impatto considerevole sul bilancio commerciale.
Le prospettive dell’export, in tal senso, appaiono positive anche per il 2016. Nei primi due mesi dell’anno, l’export è aumentato del 10,3%. Alcuni degli acquirenti con prospettive più interessanti sono extra-UE: India, Australia, Nuova Zelanda, Emirati Arabi. Bene anche l’andamento delle esportazioni negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Belgio e Canada.
“Ora, grazie alla nascita della federazione europea – spiega il presidente Martucci – intendiamo lavorare a Bruxelles a fianco di Spagna, Grecia e Portogallo per risolvere i problemi che le aziende affrontano nella competizione internazionale“.
In particolare, Assitol stigmatizza l’eccessiva frammentazione delle norme a livello comunitario e le pesanti complicazioni burocratiche che pongono le imprese italiane in una situazione di netta difficoltà rispetto ai Paesi del Nord-Africa che godono di grande libertà d’azione e poche limitazioni.












