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L’auto del futuro si fa strada disegnando una nuova mobilità, sostenibile

città: Trento - pubblicato il:
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L’auto del futuro si fa strada, disegnando una nuova mobilità, più sostenibile e condivisa, perché l’auto di proprietà è sorpassata

Hai l’automobile nuova? Sei uno “sfigato”. Siamo sulla buona strada affinché uno dei beni status simbolo degli italiani si trasformi in un bene tanto inutile, quanto fuori moda.

D’altra parte i dati dimostrano già che l’auto di proprietà si usa solamente per il 25% (fonte: Ellen MacArthur Foundation). Il resto del tempo sarebbe parcheggiata o ferma nel traffico.

Il futuro della mobilità sostenibile passa sicuramente da una nuova mentalità degli spostamenti, da un nuovo modo di possedere e di utilizzare le quattro ruote, oltre al fatto che girare su automezzi spinti da motori a scoppio sarà in tutti i sensi out.

Tutto sta capire fra quanto capiterà la buona congiunzione affinché tutte queste variabili scorrano in fila indiana.

L’auto del futuro: la tecnologia si fa strada

Al Forum Innovazione Mobilità Sostenibile organizzato da BioEcoGeo e Kyoto Club in partnership con Trentino Sviluppo si sono intravisti dei prodromi interessanti di quella che sarà l’auto del futuro.

Siamo non per niente a Rovereto (TN) sede di diverse startup che hanno a che fare con la mobilità del futuro. Sia hardware che software. Soluzioni ideate e incubate in Progetto Manifattura e facilitate anche dal Polo Meccatronica, un laboratorio di circa 20mila mq dove è possibile sfruttare competenze e attrezzature per facilitare la prototipazione.

Sono trentine – proprio made in Rovereto – Energy che ha progettato un sistema di accumulo per le colonnine fast-charge; Siwego che sposta pacchi alla maniera di Blablacar; GardaSolar ormai nota per le barche e i pedalò elettrici; Nevicam, produttore di software gestionali per la ricarica dei mezzi elettrici; Route220 che si occupa di installare colonnine elettriche.

Ma poi ha fatto capolino al Forum anche un’azienda israeliana, Electroroad, che ha ideato e sta sperimentando un’infrastruttura stradale a induzione magnetica su cui camion, autobus e veicoli – elettrici ovviamente – possono circolare in perenne ricarica.

E comunque basta un sistema fotovoltaico installato sul tetto della propria abitazione, testimonia Ugo Cuncu, Ceo di UcNet, per autoalimentare le auto elettriche – bello il gioco di parole. Perché aspettare oltre?

E difatti qui non ci si ferma: l’enclave trentina si porta a casa ben 5 milioni di euro per sviluppare il progetto Veicolo digitale 2025 a dimostrazione che l’auto del futuro sarà connessa, geo-localizzata e cybersicura.

Per cui ci si può ben immaginare che arrivino nuovi professionisti, anche firmati Fca, Fiat Chrysler Automobiles, cui si deve un accordo quadro per la costruzione di una pista su strada per testare nuove tecnologie.

Da una parte opportunità che facilitino il miglioramento della vita di tutti i giorni, dall’altra necessità di allinearsi con direttive e tendenze.

Veronica Aneris, national expert di Transport environment, ente non governativo che promuove la diffusione di buone pratiche di trasporto in ambito europeo, riassume in questa video intervista le tre azioni che il nostro Paese deve cavalcare al più presto perché la mobilità diventi sostenibile in tutti i sensi.

Sia in città che sulle autostrade ci si deve muovere in maniera diversa. Perché se il mondo della mobilità privata deve cambiare, quello del trasporto merci deve trasformarsi quasi completamente a cominciare dal fatto – spiega Paolo Carri, direttore business support & development di Scania Italia – il 40% dei veicoli circolanti è sotto l’euro 3.

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