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Cammino dei Monaci, riattivare un passaggio millenario nella natura

città: Milano - pubblicato il:
cammino dei monaci

Milano è una città in cammino. Lo è, fuori di metafora, soprattutto da quando si è trovata al centro di un passaggio millenario, il Cammino dei Monaci.

Percorso riattivato grazie allo studio di un percorso – in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano – che collega Milano alla via Francigena.

Gli studi e i progetti per il Cammino dei Monaci si sono conclusi a fine 2016. Ma ora c’è la fase 2.0 che richiede l’allargamento del percorso e in un certo senso la sua messa in sicurezza.

L’endorsement del Sindaco Sala al Cammino dei Monaci

La sintesi dei lavori” ci racconta Flavio Boscacci, docente di di Economia Applicata presso il Politecnico di Milano “è riportata in 20 report corredati da documentazione fotografica e tavole di progetto. Il materiale è disponibile in cartaceo e in digitale presso il Politecnico di Milano e il Centro Nocetum“.

Ed è proprio qui, a Nocetum che incontriamo il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala. È venuto per conoscere da vicino questa realtà durante i giorni del 30esimo anniversario.

Così il Cammino dei Monaci è avviato verso una seconda fase.

I lavori continuano in due direzioni” continua Boscacci che rilascia a Green Planner un piano dettagliato dei prossimi lavori “La prima riguarda l’integrazione del Cammino dei Monaci nell’ambito della Rete dei Cammini Francigeni e, in particolare, con le vie francigene Renana e di Sigerico.

La seconda prevede l’attivazione degli attori della Rete dei Cammini e della Rete Valle dei Monaci per il funzionamento della Via Francigena Renana, del Cammino dei Monaci e del Cammino di San Colombano, anche con il supporto tecnico dell’Osservatorio E-Scapes per la Mobilità Lenta all’uopo costituito presso il Politecnico di Milano“.

Chi sono in naturali interlocutori del nuovo progetto?

Il Cammino dei Monaci deve diventare un progetto della Città Metropolitana di Milano (e della Regione) perché i Comuni a sud di Milano a quanto pare non hanno risorse per realizzare le varianti proposte.

La Regione Lombardia è già stata investita del disegno regionale dei Cammini e del collegamento di questi con la Valle del Reno (collegamenti già esistenti ai tempi della Roma repubblicana e disegnati nella famosa Tavola Peutingeriana).

Il Comune di Milano, il Sindaco Sala, alcuni Assessori e i precedenti Vice-Sindaco, sono stati sensibilizzati sul fatto che la via Francigena Renana connette Milano con la Rete Europea dei Cammini, ciò che contribuirebbe in modo determinante a far tornare alla luce i grandi patrimoni storici della Milano romana, di quella paleocristiana, delle bonifiche condotte dai numerosi ordini monacensi e di quelle del periodo rinascimentale.

Dal punto di vista finanziario quale potrebbe essere la portata per concludere i nuovi lavori?

Le cinque varianti del tracciato del Cammino dei Monaci richiedono all’incirca 1,5 milioni di euro. Vi sono poi attività di contorno al tracciato per stimolare la disponibilità di alloggi per pellegrini e turisti dal momento che tali strutture sono presenti solo in prossimità del Transitum Padi e di Corte Sant’Andrea.

Uno dei punti sguarniti è il sud-Milano e la cascina Nosedo dovrebbe comprendere anche un ostello; altre strutture ricettive potrebbero essere collocate presso aziende agricole o edifici residenziali nei borghi attraversati.

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