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Sono in crescita occupazione e offerta formativa per gli energy manager

città: Milano - pubblicato il:
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Il 2018 sarà l’anno degli energy manager perché sono in crescita le possibilità di occupazione e l’offerta formativa, come pure gli investimenti delle aziende italiane in efficienza energetica che, neo scorso anno, hanno toccato i 6,7 miliardi di euro.

L’interesse di università e imprese private al tema dell’efficienza spinge a un aumento degli studi di settore e dell’offerta formativa in grado di creare nuovi esperti, tra tutti l’energy manager, capaci di soluzioni innovative per ottimizzare i costi energetici.

Poco attento invece risulta essere il settore pubblico il cui approccio al momento non è in grado di rispondere alla necessità di contenere l’inquinamento e di razionalizzare le spese.

Va sottolineata inoltre una forte crescita delle Esco – le Energy service company – certificate che si occupano di fornire servizi per realizzare interventi di efficienza energetica.

Energy manager ed efficienza energetica

Questi dati emergono da un’analisi del Centro studi di Avvenia, società del gruppo Terna, sui dati del report dell’Energy & Strategy Group – che verrà ufficialmente presentato a Milano il 5 giugno – e su quelli del rapporto sugli energy manager redatto dalla Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’Energia).

Da qui si vede chiaramente come il mercato dell’efficientamento, nel 2017, ha fatto registrare investimenti pari a 6,7 miliardi di euro con una crescita del 10% rispetto al 2016. I segmenti più sensibili si confermano quello del residenziale/terziario insieme alle industrie, mentre la pubblica amministrazione è fanalino di coda.

Nel segmento Home and Building si registra il 65% degli investimenti, segue l’industria con il 33%, pari 2,2 miliardi di euro, mentre la PA pesa solo il 2%. L’ambito industriale segna la crescita maggiore rispetto all’anno precedente, con un +12%.

Lo studio del Politecnico di Milano mostra inoltre un aumento di occupati in questo segmento che oggi conta 9.819 addetti, in crescita del 34%, con ottime prospettive di inserimento lavorativo anche per neolaureati che aspirino a misurarsi nelle professioni legate all’energia.

Dai dati del rapporto Fire inoltre si nota come in Italia gli energy manager siano 2.239, per lo più provenienti dalle attività industriali, con un inquadramento interno alle aziende di riferimento. Salta all’occhio il decremento del numero di manager dell’energia provenienti dalla PA, oggi appena 173, mentre nel 2013 erano addirittura di più, ovvero 222. Da stigmatizzare il tasso di inadempienza della PA, stimato sino al 90%.

Per Avvenia il mercato del lavoro per i professionisti dell’energia è in costante evoluzione: nelle imprese maggiori si sta affermando anche l’esperto in gestione dell’energia (Ege) che diventa un elemento fondamentale di un vero e proprio team che si occupa delle gestione delle problematiche energetiche.

Seguire un appropriato percorso accademico è un punto a favore per i giovani che vorranno intraprendere il lavoro di energy manager: la possibilità di scelta universitaria è molto ampio e si arricchisce costantemente.

Per esempio, nell’anno accademico 2018-2018, partirà per la prima volta presso l’Università di Sassari un nuovo percorso triennale professionalizzante in Gestione energetica e sicurezza, classe di Laurea in Ingegneria industriale.

Il nuovo corso universitario prevede un test di ammissione, non vincolante e formerà una figura esperta nella gestione energetica che, nel terzo e ultimo anno, seguirà un percorso di tirocinio direttamente in azienda.

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