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Lunedi 15 ottobre: appello a non accendere i riscaldamenti

città: Milano - pubblicato il:
accensione riscaldamenti

Accensione riscaldamenti 2018: come ogni anno, al 15 ottobre, le amministrazioni comunali danno il via libera alla stagione dei riscaldamenti.

Le temperature estive di questi giorni inducono però a lanciare un appello: non accendete i riscaldamenti, causa dei forti inquinamenti cittadini.

Accogliamo positivamente quindi la notizia che il Comune di Milano abbia deciso di rimandare la stagione termica per gli edifici pubblici di sua competenza a eccezione di Nidi, Scuole dell’Infanzia, Residenze per anziani e Centri per persone con disabilità.

Accensione riscaldamenti 2018: controlli a campione

Con l’apertura della stagione termica riprenderanno anche i controlli a campione operati dal Comune di Milano, che ogni anno verifica circa 10mila impianti, tra autonomi e centralizzati.

A questi controlli si aggiungono diverse azioni messe in campo dal Comune, come il bando per la concessione di contributi per opere di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici privati per un totale di 23 milioni e 250mila euro o il protocollo recentemente firmato con GSE per l’efficientamento energetico di edifici scolastici, per un valore di 18 milioni di euro.

Inoltre, tra il 2005 e il 2017, sono stati effettuati interventi in 31 centrali termiche per 11 milioni e 600mila euro e a oggi sono allacciati alla rete di teleriscaldamento 47 edifici comunali non residenziali. Sono stati anche avviati i lavori di trasformazione da gasolio a metano delle 29 centrali termiche negli stabili di edilizia residenziale pubblica comunali.

Per ogni dubbio o informazione il Comune di Milano mette a disposizione lo Sportello Energia (in corso Buenos Aires, nel sottopasso pedonale, angolo con via Giovanni Omboni), aperto al pubblico dal lunedì al giovedì dalle ore 10 alle ore 13. È possibile contattare gli operatori anche tramite il numero di telefono 02/88468300, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.

Accensione riscaldamenti 2018: limiti e norme

L’accensione riscaldamenti è regolata da norme precise che danno indicazioni sia per l’orario di utilizzo e per la durata, sia per i periodi dell’anno in cui effettuarla; la periodicità è comunque regolata a seconda della zona climatica in cui si trova l’immobile.

L’obiettivo di questa norma è l’efficienza energetica e il risparmio dei consumi di energia. Tutti i comuni italiani sono compresi in sei zone climatiche, selezionate sulla base della loro temperatura media registrata nel corso dell’anno.

Gli impianti termici, in ogni caso, vanno accesi dopo le 5 di mattino e spenti entro le 23; le ore di accensione permesse possono essere frazionate in due o più periodi. I limiti di orario alla durata giornaliera non si applicano agli impianti che consentono la contabilizzazione del calore e sono dotati di una centralina climatica o di un cronotermostato.

Questo ovviamente nel caso degli impianti di riscaldamento centralizzati, in cui c’è una sola caldaia per l’intero stabile. Con questi dispositivi però ogni abitante del condominio può accendere, spegnere e regolare la temperatura del proprio appartamento.

Esistono poi impianti gestiti attraverso un contratto di servizio energia, che permette di ottenere il risparmio energetico fornendo il livello di comfort richiesto dagli utenti.

Eccezioni al calendario riguardano invece la possibilità, per i sindaci, di modificare i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, ma solo in caso di esigenze obiettive.

In presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio, i singoli utenti o i condomìni possono attivare gli impianti, ma con durata giornaliera non superiore alla metà di quella prevista a pieno regime.

Il riferimento normativo che regola l’accensione del riscaldamento è la legge numero 10 del 9 gennaio 1991 e del Dpr numero 412 del 26 agosto 1993 e successive modifiche.

Accensione riscaldamenti: ecco le zone climatiche italiane

Per l’accensione riscaldamenti 2018 è necessario conoscere la propria zona climatica di riferimento.

  1. zona A: dal 1 dicembre al 15 marzo, per 6 ore al giorno
    sud e isole: Comuni di Lampedusa e Linosa (AG); Porto Empedocle (AG)
  2. zona B: dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno
    Sud e isole: Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani
  3. zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno
    Nord-Ovest: Imperia
    Centro: Latina
    Sud e isole: Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto
  4. zona D: dal 1 novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno
    Nord-Ovest: Genova; La Spezia; Savona
    Nord-Est: Forlì
    Centro: Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo
    Sud e isole: Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia
  5. zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, per 14 ore al giorno
    Nord-Ovest: Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli
    Nord-Est: Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza
    Centro: Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti
    Sud: Campobasso; Enna; L’Aquila; Potenza
  6. zona F: nessuna limitazione
    Nord-Ovest: Cuneo
    Nord-Est: Belluno; Trento

Secondo la normativa vigente, la temperatura dei riscaldamenti delle abitazioni, scuole e uffici non può superare i 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi in eccesso. Questo limite è abbassato a 18 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali.

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