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A Parma la chimica fa nascere materiali sostenibili

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da sinistra Roberto Corradini (direttore del dip. Scvsa), Claudia Graiff (responsabile scientifico del Laboratorio di Materiali Funzionali Nanostrutturati), Laura Bergamonti (PhD, assegnista di ricerca presso il dip Scvsa), Marianna Potenza (dottoranda di ricerca in Scienze Chimiche)

All’Università di Parma, presso il Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale (Scvsa) molti progetti si concentrano sulla sostenibilità di manufatti evitando la degradazione

Selezionato dal Miur tra i 180 dipartimenti di eccellenza delle Università statali italiane, il Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale (Scvsa) dell’Università di Parma, diretto da Roberto Corradini, opera su diversi fronti legati alla sostenibilità ambientale.

Uno di questi è lo sviluppo di nuovi Materiali Funzionali Nanostrutturati il cui responsabile scientifico è Claudia Graiff, docente di Chimica e di Fondamenti Chimici delle Tecnologie e Materiali Innovativi.

Il gruppo di ricerca diretto dalla professoressa sta attualmente collaborando anche con alcune aziende, tra cui Davines, azienda parmense che si occupa di cosmetica, cui si deve una donazione di 16mila euro.

Ci stiamo occupando della sintesi, preparazione e caratterizzazione di materiali funzionali nanostrutturati – spiega la Graiff in questa intervista – Si tratta di materiali che hanno strutture di dimensioni nanometriche e che sono funzionalizzati cioè, grazie ad opportuni processi, recano una funzione che può essere utile in particolari campi. Per esempio, i nostri materiali trovano applicazioni per preservare, rafforzare e proteggere i manufatti contro la degradazione e per il trattamento degli inquinanti organici e inorganici presenti nelle acque“.

In questo momento su quali ricerche state lavorando, ovvero cosa bolle di particolare in pentola e che potrebbe attirare altri finanziamenti privati?

Al momento abbiamo attive alcune linee di ricerca che includono: la preparazione di polimeri ibridi ammidoamminici funzionalizzati capaci di coordinare ioni metallici: questi materiali possono essere impiegati come parte attiva di membrane per il sequestro di metalli pesanti dalle acque reflue.

Siamo inoltre focalizzati sulla preparazione di cellulose nanocristalline disperse in acqua per il rinforzo di materiali lignocellulosici e come supporto per molecole attive; la nanocellulosa è un materiale green che grazie alla sua nanostruttura e alla possibilità di modificazione chimica presenta interessantissime proprietà.

Ultimo, ma non ultimo studiamo la preparazione di sospensioni acquose di nanoparticelle di metalli nobili e di ossidi metallici per applicazioni in edilizia, in campo ambientale e non solo.

Che tipo di percorso fanno i vostri studenti? A cosa possono ambire? che indirizzo prendono poi di solito?

La mia attività didattica è rivolta principalmente agli studenti di ingegneria (meccanica e gestionale) per i quali tengo da vent’anni il corso di Chimica Generale.

Sono però anche docente del corso di Fondamenti Chimici delle Tecnologie e Materiali Innovativi che è un corso a scelta al terzo anno del percorso di studi e può essere seguito da studenti non solo di ingegneria, ma anche di altre discipline.

Le tematiche collegate alla Chimica e ai nuovi materiali sono sviluppate molto nei corsi di Laurea in Chimica e Chimica industriale e nella formazione alla ricerca che si fa nei nostri corsi di Dottorato.

In che modo collaborate con le aziende private? Nel caso di Davines avete progetti su cui lavorate simultaneamente?

Il contatto con le aziende spesso avviene poiché esse sono interessate al tipo di ricerca che viene affrontato presso alcuni gruppi di studio dei dipartimenti dell’Università di Parma, nonché attraverso le attività dei tecnopoli, come il centro Interdipartimentale per il Packaging (Cipack) di cui faccio parte.

Nel nostro caso per esempio Davines è interessata allo sviluppo di materiali ecosostenibili da fonti rinnovabili.

Segnaliamo, infine, che sempre in seno al Scvsa è nato un nuovo gruppo di lavoro multidisciplinare incentrato proprio sulla sostenibilità ambientale coordinato da Alessandro Casnati, responsabile scientifico dell’iniziativa denominata Comp-Hub-Merging chemical and biological complexity.

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