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L’agricoltura subacquea dell’Orto di Nemo

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L’Orto di Nemo è un progetto ecosostenibile tutto italiano. Completamente autosufficiente, sfrutta le energie rinnovabili del sole e dell’acqua del mare. Basilico in primis, ma anche ortaggi e piante officinali, coltivati in serre sottomarine

C’è un giardino subacqueo nel mare antistante Noli, in provincia di Savona. Qui si coltivano il basilico, ovviamente, trasferendo una coltivazione tradizionale di queste terre sott’acqua, e altri ortaggi e piante.

L’idea è venuta nel 2012 a Gianni Fontanesi e a Luca Gamberini che hanno fondato la Mestel Safety, società del gruppo Ocean Reef, azienda specializzata in attrezzature per sub, per creare una biosfera subacquea, battezzata L’Orto di Nemo.

Basilico, pomodori, fagioli, zucchine, piselli, fagioli e piante aromatiche coltivati in sei cupole ancorate sul fondo dove la temperatura è costante, non ci sono parassiti (nessun impiego di pesticidi) e l’umidità è sempre elevata.

È stato osservato che le piantine hanno una crescita accelerata nella prima fase di vita e che si verifica una concentrazione maggiore di oli essenziali, caratteristica che ha consentito in un secondo momento di coltivare anche piante officinali.

Durante Expo 2015 questo progetto è stato oggetto di grande attenzione. I mari rappresentano una riserva d’acqua e di spazio molto ampia e potrebbero diventare una valida alternativa alla carenza di terre coltivabili.

Orto di Nemo, biosfere efficienti e autonome

Il problema dell’acqua salata è stato superato grazie alle serre sottomarine o biosfere collocate a una profondità tra i sei e i sedici metri, con una superficie complessiva di circa cento metri quadrati.

Queste serre hanno strutture metalliche e cupole trasparenti in materiale acrilico simile al plexiglass per consentire il passaggio della luce fondamentale per la fotosintesi.

Si crea un microclima ideale per la crescita delle piante e totalmente autosufficiente: la luce solare favorisce l’evaporazione dell’acqua e scalda l’aria all’interno delle cupole consentendo la condensazione dell’umidità sulle pareti da cui deriva acqua dolce.

Il tutto è monitorato da terra con un sistema audio/video. Il progetto è ecologico, sfrutta le energie rinnovabili dal sole e dall’acqua del mare e non ha impatto sull’ambiente circostante.

Il progetto prevede una costante ricerca per allargare la tipologia di coltivazione ad altre piante. Per esempio si studia la possibilità di ricavare fertilizzante naturale dalle alghe. Un’azienda farmaceutica francese ha affittato una serra per coltivare piante per la cosmesi.

L’Orto di Nemo rappresenta un importante esperimento da esportare anche in altre realtà per sopperire alle problematiche legate all’agricoltura sempre più compromessa dai cambiamenti climatici, dall’utilizzo di pesticidi, dall’impoverimento del suolo e dall’eccessivo sfruttamento delle aree coltivabili a discapito delle foreste.

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