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Ecco i 12 progetti Life-Ip che si spartiscono 121 milioni di euro

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

121 milioni di euro, per 12 nuovi progetti integrati, presentati da 11 Paesi europei, nell’ambito del bando Life 2019

I progetti finanziati sono uno strumento concreto per promuovere le politiche green e aiutare i territori degli Stati europei coinvolti, come l’Italia, il Belgio, la Germania, l’Irlanda, la Francia, l’Ungheria, la Lettonia, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo e la Slovacchia a raggiungere i propri obiettivi di transizione ecologica.

Sono stati resi noti i 12 progetti che hanno vinto il bando Life integrato: tra questi fa capolino anche l’Italia con il progetto Life Imagine Umbria.

La particolarità dei progetti integrati consiste nel permettere agli Stati membri di utilizzare in sinergia, altre fonti di finanziamento.

I Life-Ip infatti, vedono il cofinanziamento europeo che mobiliterà investimenti anche con i fondi agricoli, oltre che con quelli regionali e con i fondi strutturali e non potrà mancare il contributo del nuovo programma europeo per la ricerca Horizon Europe, come nemmeno, quello dei fondi nazionali e di investimento del settore privato che daranno un ulteriore spinta.

Il Green Deal, pensa positivo

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, lo scorso 17 febbraio, durante la conferenza stampa di presentazione dei 12 progetti Life 2019 vincitori, ha fatto riferimento ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale come una minaccia per l’Europa e il mondo.

E dell’importanza di creare degli stimoli per la ripresa e la transizione “per costruire un futuro giusto e sostenibile.

Concetti fondamentali, ripresi anche da Virginijus Sinkevičius, commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca che ha sottolineato la sua impazienza nel vedere messi a frutto i finanziamenti ricevuti dai 12 progetti integrati e di come questi ultimi permettano “agli Stati membri di introdurre veri cambiamenti a favore dell’ambiente e della vita delle persone.

Scopriamo i progetti vincitori del bando Life-Ip

Cinque su sei i settori interessati dai progetti: conservazione della natura, acqua, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici. Resta fuori il settore aria.

Per il settore Conservazione della natura ha partecipato l’Italia con il progetto Life imagine umbria: avviato lo scorso ottobre 2020, si concluderà a fine settembre 2027 e conta su un budget totale di oltre 15 milioni di euro, di cui, il contributo dell’Ue è di oltre 9 milioni di euro.

Nella logica della sinergia con i fondi direttamente stanziati da Bruxelles, il progetto umbro potrà usufruire di circa 26 milioni di euro di finanziamenti complementari provenienti dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) e dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp).

Life Imagine Umbria, realizzato in collaborazione con il network Natura 2000 che gestisce 102 siti naturali per un totale di 140.000 ettari, aiuterà a ripristinare gli ecosistemi naturali in linea con la strategia dell’Ue sulla biodiversità per il 2030, creando un sistema di gestione integrato per raggiungere gli obiettivi di conservazione delle direttive Ue Habitat e Uccelli, in modo economicamente sostenibile.

Dei fondi per lo stesso settore della Conservazione della natura, ne beneficiano anche i territori di altri quattro Paesi europei: Lettonia, Slovacchia, Paesi Bassi e Germania.

La Lettonia ha vinto con il progetto Life-Ip LatViaNature, avviato nell’agosto 2020 e che si concluderà a fine dicembre 2028. Otto anni per investire in un progetto che conta su di un budget totale di oltre 19 milioni di euro, di cui, il contributo dell’Ue è di oltre 11 milioni di euro per garantire l’attuazione del Quadro d’Azione prioritario 2021-2027 per la rete Natura 2000, (in riferimento all’articolo 8 della Direttiva Habitat dell’Ue), affrontando strategicamente le principali sfide ecologiche e amministrative, incluso il controllo delle specie esotiche invasive dei 326 siti terrestri e dei 7 siti marini presenti in Lettonia che attualmente presentano delle carenze.

La Slovacchia sostiene i temi ambientali invece con il progetto Liife-Ip Natura 2000 SVK, avviato all’inizio del 2021 e che avrà termine a fine dicembre 2030.

Il progetto avrà a disposizione un budget totale di oltre 16 milioni di euro, di cui, il contributo dell’Ue è di quasi 10 milioni di euro che serviranno al Ministero dell’Ambiente Slovacco e alla sua partnership di progetto, per attuare il Quadro d’Azione Prioritaria  2021-2027 per la rete Natura 2000 in Slovacchia, migliorando lo stato di conservazione di specie e tipi di habitat specifici, come quello delle torbiere; istituendo dei sistemi agroforestali dimostrativi a sostegno di specie e habitat minacciati, come il Tetrao urogallus (gallo cedrone) e l’Emys orbicularis (Testuggine palustre europea).

Apprezzato dalla Commissione europea e finanziato, anche il progetto dei Paesi Bassi Life-Ip ALL4Biodiversity. Il progetto avviato lo scorso marzo 2020, si concluderà nel marzo 2026 e il capofila, la Provincia Zuid – Holland,  conta su di un budget totale di oltre 16 milioni di euro, di cui, il contributo dell’Ue è di quasi 10 milioni di euro per promuovere la biodiversità coinvolgendo i gestori dei siti Natura 2000 e gli utilizzatori dei terreni locali.

Anche la Germania sale sull’ampio podio dei vincitori con il progetto Life-Ip GrassBirdHabitats, che investe oltre 27 milioni di euro, di cui 12 milioni di euro provengono dall’Ue per migliorare lo stato di conservazione degli uccelli nidificanti nelle praterie umide.

Ciò include anche le misure che aumentano le popolazioni di nidificazione e i tassi di riproduzione in Germania e nei Paesi Bassi e i tassi di ritorno degli uccelli dalle loro aree di svernamento nell’Africa occidentale.

Per i progetti integrati finanziati nell’ambito del settore Acqua, ci spostiamo tra la Francia e la Polonia, dove rispettivamente, il Consiglio regionale dei Paesi della Loira con il progetto francese Life-Ip Revers’Eau ha 7 anni di tempo da settembre 2020 a dicembre 2027 per attuare integralmente il piano di gestione del bacino del fiume Loira-Bretagna per la regione dei Paesi della Loira e raggiungere l’obiettivo della Direttiva quadro sulle acque, del 37% dei corpi idrici con un buono stato ecologico entro il 2027.

Il tutto avendo a disposizione un budget totale di poco più di 15 milioni di euro, di cui poco più di 7 milioni di euro provengono dall’Ue. Dall’altro lato la Polonia, agisce concretamente a favore dell’azione per il clima nella regione di Małopolska, con il progetto Life-Ip Ekomalopolska che si occupa di mettere in campo delle azioni pilota sia per la pulitura del malato bacino idrografico del fiume Pilica sia per la realizzazione di opera infrastrutturali blu e verdi.

Il neo progetto avviato a inizio 2021 e che si concluderà a fine dicembre 2030, ha a disposizione un budget di oltre 16 milioni di euro, di cui quasi 10 milioni li mette l’Ue.

Per il settore Gestione dei rifiuti, a sostegno dello sviluppo sostenibile e del Piano d’azione europeo per l’economia circolare, ci spostiamo in Belgio con il progetto Life Ipc-martlife che dallo scorso aprile 2020 fino a dicembre 2027, investe in economia circolare con un budget di poco più di 18 milioni di euro, di cui quasi 11 milioni di euro provenienti dall’Ue.

Il progetto, infatti, punta a ridurre dell’80% il quantitativo di rifiuti di plastica promuovendone la sostenibilità, attraverso il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.

Per il settore della Mitigazione dei cambiamenti climatici, raggiungiamo prima l’est Europa e ci troviamo in Ungheria e poi risaliamo verso il nord in Irlanda, il Paese che ha fatto proprio del colore verde, il colore emblema della sua bandiera.

Il progetto ungherese Life-Ip North-HU-Trans crede nell’energia rinnovabile e punta a sostituire l’utilizzo del legno con altre fonti, in particolare decarbonizzando, entro il 2030, la Mtra Power Plant, l’ultima centrale a lignite rimasta nel sistema elettrico ungherese e una delle principali fonti di emissioni di Ghg, entro il 2030.

Il Ministero per l’Innovazione e la Tecnologia ungherese spende così in 9 anni di sviluppo del progetto, tra settembre 2020 e ottobre 2029, un budget di quasi 15 milioni di euro, di cui quasi 9 milioni di euro cofinanziati dall’Ue, per attuare pienamente il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima cercando di ridurre di quasi il 50% le emissioni di Ghg del sistema di produzione elettrico ungherese (pari alla quota del 14% di CO2 totale).

In Irlanda, invece, ha vinto il progetto Life-Ip Peatlands and People che avviato nell’ottobre 2020 si concluderà a fine settembre 2027, beneficerà di quasi 28 milioni di euro, di cui quasi 10 milioni di euro dell’Ue, per il ripristino totale di quasi 10.000 ettari di torbiere per lo stoccaggio del carbonio, quasi l’equivalente dell’estensione della città di Dublino.

Il progetto è stato pensato per essere in linea con i settori interessati dalle azioni del Piano d’Azione irlandese per il Clima 2019: impresa; agricoltura, silvicoltura e uso del suolo; rifiuti ed economia circolare; settore pubblico come best practice; impegno civico e transizione giusta.

E in ultimo, ma non meno importante, per il settore relativo all’Adattamento ai cambiamenti climatici, i fondi del bando Life 2019, quasi 20 milioni di euro, di cui quasi 12 milioni di euro cofinanziati dall’Ue, sono andati al progetto delle Isole Azzorre Life-Ip Climaz, avviato a gennaio 2021 e che avrà termine a dicembre 2030 e che si propone di puntare a far diventare l’arcipelago delle nove isole portoghesi, più resiliente ai cambiamenti climatici.

A quasi 30 anni dalla sua nascita, era il 1992, a oggi, il programma Life, ha cofinanziato più di 5.500 progetti in tutta l’Ue e nei Paesi terzi e, mentre il bilancio per il periodo 2014-2020 era pari a 3,4 miliardi di euro, con il nuovo bilancio 2021-2027, l’ambiente e il clima possono contare su un budget ancora più consistente, di quasi il 60% in più, che supera i 5 miliardi di euro.

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