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Ambiente, clima e salute: le correlazioni sono forti e… preoccupano

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Foto di Darko Stojanovic da Pixabay

Una correlazione tra ambiente, clima e salute esiste ed è molto forte, a tratti anche preoccupante come dimostrano recenti ritrovamenti – in Siberia, in Cile e in Australia – di virus preistorici, ben conservati e pronti, forse, a scatenare nuove pandemie

La winter school 2021 Call to action per un Ssn innovativo e resiliente, organizzata da Motore Sanità ha discusso anche il tema legato ad ambiente, clima e salute, all’interno del webinar “Salute, pandemia da Covid-19 e cambiamento climatico: è possibile pensare a una Sanità Green?” nel quale si sono discussi i rischi per la salute legati alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

La temperatura e la qualità dell’aria sono sempre state determinanti nella diffusione delle malattie epidemiche – lo si nota con le influenze, che durante i mesi più freddi e umidi si diffondono rapidamente – ma le conseguenze dei cambiamenti climatici aprono la via a nuove minacce, sconosciute e potenzialmente molto pericolose.

Ci riferiamo, per esempio, ai recenti ritrovamenti in Siberia, da parte del Cnr francese, di virus sepolti da 30mila anni con una grande complessità genetica, oppure delle scoperte analoghe avvenute in Cile e in Australia.

Una correlazione tra ambiente e salute c’è anche come conseguenza di cambiamenti negli habitat delle specie animali causati dal clima.

Ci sono sempre state pandemie nell’umanità con germi e virus che derivavano dagli animali – spiega Domenico Scibetta, presidente Federsanità Anci Veneto – Negli ultimi 30 anni ci sono state malattie emergenti derivate dagli animali. L’Oms ha spiegato il rapporto cambiamenti climatici e la possibilità di sviluppare malattie. La deforestazione ha alterato l’equilibrio tra razza umana e animale, come per esempio è successo con il pipistrello“.

Evolvere verso un’economia più green aiuterà ad avere meno pandemie. A questo può certamente contribuire anche una sanità più sostenibile e verde. Per esempio in Emilia Romagna si sta lavorando su ricerca e innovazione per un settore sanitario green e sostenibile.

Nelle azioni che stiamo sviluppando abbiamo una rete integrata e il tema clima e salute sono per noi importantissimi. Non abbiamo certezza che in futuro questa pandemia non ci sarà ancora ed è quindi fondamentale ci siamo sistemi ambientali sicuri” conferma Morena Diazzi, responsabile del Servizio Ricerca, Innovazione, Energia ed Economia Sostenibile della  Regione Emilia Romagna.

L’intera Sanità va ripensata in termini ambientali, quindi, per renderla meno energivora e contribuire in questo modo alla lotta contro il cambiamento climatico con
soluzioni che non solo aggiungano nuove pratiche sostenibili, ma che rimuovano le pratiche nocive.

Secondo quanto emerso dalla winter school 2021 le azioni da intraprendere subito sono la riduzione dell’energia utilizzata all’interno delle strutture sanitarie e, allo stesso tempo, una diminuzione del consumo di materiale ad alto impatto ambientale nelle strutture di cura.

Ma anche richiedere un certificato green per le aziende nei capitolati d’appalto, una movimentazione sostenibile e una presa in carico trasversale del paziente con utilizzo di strumenti innovativi come la telemedicina, la ricetta elettronica, la consegna a domicilio dei farmaci e progetti quali l’ospedale virtuale.

Azioni che necessitano però di finanziamenti che siano adeguati ai bisogni; per questo – è la conclusione dei lavori sulla sanità green della winter school 2021 – sono necessari stanziamenti di risorse adeguati nei prossimi anni utilizzando il Recovery Fund, senza seguire logiche meramente legate al Pil.

Ogni struttura può dare il proprio contributo al cambiamento climatico. Bisogna aggiungere misure verdi, avere ospedali e scuole che producano energia da sole. Per non parlare dei danni dati dall’inquinamento atmosferico. Una persona che vive in un ambiente inquinato ha o avrà sempre maggiori problemi di salute nel tempo” conclude Antonello Pasini, fisico del clima presso il Cnr.

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