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Gessi di defecazione da fanghi in agricoltura, approvata proposta di legge regionale

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gessi di defecazione da fanghi in agricoltura
Foto di Pascvii da Pixabay

È stata approvata nella giornata di ieri la proposta di legge regionale della Lombardia per il controllo, il monitoraggio e la tracciabilità dei gessi di defecazione da fanghi utilizzati in agricoltura

L’onda mediatica della terribile vicenda, che si è consumata in Lombardia nelle scorse settimane attraverso la distribuzione e lo spargimento di fanghi tossici, spacciati per buoni, su terreni agricoli non si è ancora spenta; nella giornata di ieri, la giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta degli assessori Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi) e Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima), una proposta di legge riguardante il sistema dei gessi di defecazione da fanghi utilizzati in agricoltura.

Con questa proposta di legge, affermano gli assessori Rolfi e Cattaneo, la regione vuole colmare una lacuna normativa nazionale per la quale i gessi di defecazione da fanghi – anche se prodotti a partire da rifiuti – escono dai controlli e dalle tutele ambientali previste dalla regolamentazione dei rifiuti.

Con questa norma regionale si vuole dare seguito alla necessità di regolamentare i movimenti dei gessi e di conoscerne la destinazione, consentendo così un corretto inquadramento del loro utilizzo nel sistema di controllo per la corretta applicazione della Direttiva Nitrati.

La proposta di legge prevede inoltre che la giunta regionale possa ulteriormente estendere aspetti della disciplina sui fanghi in agricoltura ai gessi da defecazione, gessi da defecazione da fanghi e carbonati da defecazione, laddove prodotti utilizzando fanghi da depurazione.

Per Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia, “finalmente ora la Giunta ha dato seguito alle nostre richieste, ma se Regione Lombardia avesse approvato questa norma anni fa, oggi sapremmo con precisione dove siano stati spanti i gessi della Wte anzi, forse tutto questo non sarebbe nemmeno successo. Esprimo quindi soddisfazione nell’apprendere che quanto stiamo denunciando da anni e la volontà del Consiglio regionale siano stati finalmente rispettati: meglio tardi che mai“.

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