Le scuole sono ricominciate e, con lo spettro del Covid che aleggia nelle aule, ecco arrivare anche il problema dei costi energetici: la Città Metropolitana di Milano – che ha visto raddoppiare i costi delle bollette – ha un piano di investimenti sull’edilizia scolastica. Sicurezza, ma anche efficientamento energetico: abbiamo intervistato il consigliere Roberto Maviglia
La guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni all’invasore russo hanno portato un aggravio ormai insostenibile dei costi per l’energia elettrica e il gas. In primis, le aziende sono in grandissima difficoltà. Ma anche le scuole – è appena ricominciato l’anno scolastico – devono affrontare aumenti notevoli.
Ci spiega Roberto Maviglia, consigliere di Città Metropolitana di Milano con delega all’edilizia scolastica, che gestisce 152 edifici scolastici, che “nel 2021 abbiamo speso complessivamente, per energia elettrica e riscaldamento, 22 milioni di euro. Nel 2022, da gennaio a luglio, abbiamo speso praticamente la stessa cifra“.
Ecco perché, quindi, si pensa già a come contenere i costi, ma la scuola non deve essere penalizzata, perché soltanto potenziando l’istruzione un Paese diventa grande. D’altra parte anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha smentito l’idea della settimana corta come mezzo per risparmiare energia.
Per Bianchi, “le scuole hanno sempre fatto la loro parte, con Comuni e Province. Non ci tireremo indietro, ma non si può partire dalla scuola. È l’intero Paese che deve cambiare direzione rispetto ai consumi“.
Efficienza energetica e messa in sicurezza degli edifici scolastici
Non si può partire dalla scuola, ma è chiaro che sugli edifici pubblici si possono fare molti miglioramenti, sia in ambito sicurezza sia in ambito di efficientamento energetico. E su questo punto, conferma Maviglia, Città Metropolitana si è mossa commissionando studi sul consumo energetico degli edifici, per poi approntare progetti di riqualificazione e risparmio energetico.
Inoltre, nei prossimi mesi la Città metropolitana di Milano investirà diversi milioni di euro, in parte provenienti dal Pnrr, per interventi di edilizia scolastica. Per esempio, l’Istituto Frisi di Milano sarà abbattuto per costruire una nuova scuola con ambienti e spazi inclusivi e innovativi.
L’importo complessivo dei lavori è di circa 24 milioni di euro e consentirà al nuovo artistico di Milano, intitolato a Giovanni Gastel, e al liceo economico-sociale di avere spazi e laboratori all’avanguardia.
Sempre con i fondi del Pnrr – un milione e 620mila euro – sarà rifatto l’impianto sportivo del complesso scolastico di San Donato Milanese, formato dagli istituti Mattei, Levi e Piero della Francesca.
A giugno è stato avviato il cantiere del Centro Scolastico Parco Nord, che comprende l’Iis Montale, l’Itis Cartesio e il Liceo Casiraghi, per il rifacimento dei controsoffitti delle aule e dei laboratori di tutto il complesso, da finire a febbraio 2023.
Per Maviglia “si tratta di investimenti importanti ma ancora insufficienti: servirebbero altri 300 milioni per ammodernare gli edifici scolastici, renderli sicuri, più efficienti e tecnologicamente avanzati, e 20 milioni per passare dalla manutenzione fatta sulle emergenze alla manutenzione predittiva, che prevenga il degrado e mantenga efficienti gli edifici“.









