Raggiunto un accordo a livello europeo sul tetto massimo al prezzo del gas: dal 15 febbraio 2023, al superamento dei 180 euro a megawattora per tre giorni consecutivi, se la differenza rispetto al prezzo del Gnl sarà di almeno 35 euro, si applicherà il cap.
Riporta l’agenzia si stampa Dire.it che i ministri dell’Energia dell’Unione europea hanno trovato l’accordo su un meccanismo temporaneo per la correzione dei prezzi eccessivi del gas.
Lo strumento, che ha una natura dinamica, sarà attivato quando contemporaneamente i prezzi del gas sul mercato Ttf (Title Transfer Facility) eccederanno 180 euro per megawatt per tre giorni di fila e quando la differenza tra i prezzi del ttf e quelli del gas naturale liquefatto a livello globale supererà i 35 euro nello stesso periodo.
Una volta attivato, quindi, il price cap resterà attivo per 20 giorni.
Per Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e componente della VIII Commissione ambiente, “il tetto europeo al prezzo del gas fissato a 180 è una risposta concreta a una crisi dei prezzi destinata a durare ancora a lungo, un sostegno vero al nostro sistema produttivo e sociale e la dimostrazione che l’Europa quando agisce unita funziona.
L’impegno e la mediazione italiana hanno portato risultati sostanziali: congratulazioni e grazie al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro Gilberto Pichetto Fratin.
Fissato a 275 avrebbe avuto molto poco senso, a 180 è certamente più incisivo. In attesa dell’applicazione definitiva è senza dubbio una buona contromisura contro il ricatto dei prezzi e la speculazione.
Adesso è il momento di perseguire l’obiettivo dell’indipendenza energetica e della decarbonizzazione puntando convintamente e senza più ostacoli burocratici sulle fonti rinnovabili e anche sul nuovo nucleare, pulito e sicuro, senza veti ideologici che non ci possiamo più permettere“.
Differente l’opinione di Giorgio Tomassetti di Octopus Energy per il quale il price cap è “un tetto che non reggerà in caso di tempesta, L’accordo è purtroppo un compromesso deludente, che a poco servirà se nei prossimi mesi la situazione sui mercati del gas dovesse precipitare“.
La soglia di tolleranza, continua Tomassetti, “appare fin troppo ampia, senza contare che il tetto non si applicherà alle transazioni over-the-counter, per cui sarà possibile aggirarlo accordandosi con singoli fornitori fuori mercato.
Inoltre, il meccanismo partirà a metà febbraio, quando si staranno contrattando – come minimo – i prezzi di marzo: per gran parte dell’inverno non avremo alcun price cap“.
“La crisi attuale deve essere un’occasione per cominciare a pensare in maniera diversa alla questione energetica. L’aumento della quota di rinnovabili, fondamentale per la decarbonizzazione e l’autonomia, unito alla crescente elettrificazione, comporterà una maggior frequenza di potenziali squilibri, che non potremo risolvere bruciando più carbone. Il futuro dell’energia sarà caratterizzato dunque da una parola chiave: flessibilità” conclude Tomassetti.
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