L’Italia, come molte nazioni europee, ha una posizione legale tendenzialmente rilassata nei confronti della cannabis e dei prodotti a base di cannabis.
Sebbene alcune recenti modifiche alle leggi che regolano questa sostanza siano cambiate, la situazione in merito al Cbd non è poi così complicata come sembra.
Basti pensare che oggi, nel nostro Paese, è possibile acquistare prodotti come olio di Cbd e hashish online su Justbob, l’italianissimo portale di cui si è fatto un gran parlare recentemente.
Dunque, nel prossimo articolo vedremo di rispondere ad alcune delle più comuni domande sul Cbd e sui prodotti a base di cannabis in Italia.
Questo lo stato legale del cannabidiolo in Italia: tutto quello che c’è da sapere in merito
È legale acquistare il Cbd in Italia?
L’Italia consente l’acquisto e la vendita di olio di Cbd online a condizione che contenga meno dello 0,6% di Thc, un valore relativamente alto rispetto ad altre nazioni europee.
Nello specifico, facciamo riferimento alla legge n.242 del 2016, in cui viene espresso un range di tollerabilità verso lo psicotropo della cannabis, compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%.
Inoltre, il nostro Paese consente anche la vendita di varietà di cannabis ad alto contenuto di Cbd e basso contenuto di Thc, chiamate cannabis light.
Entrambi i prodotti sono facilmente reperibili presso i rivenditori online.
È legale acquistare il Cbd in Italia presso i negozi fisici?
Come per l’online, l’Italia consente l’acquisto di olio di Cbd nei negozi fisici, sempre a condizione che il contenuto di Thc sia inferiore allo 0,6%.
Sebbene sia iniziato un dibattito legale sullo status della cannabis light, è ancora legale acquistarla presso i negozi autorizzati e certificati.
È legale coltivare canapa per il Cbd in Italia?
Sempre con la stessa legge, nel 2016 il governo italiano ha deciso di rendere completamente legale la coltivazione della cannabis light che, come abbiamo detto, è una varietà specifica ad alto contenuto di Cbd e largamente impiegata per scopi medici.
Una svolta per il nostro Paese su vari fronti.
In effetti, la quantità di terra utilizzata per la coltivazione della canapa è aumentata del cento percento dal 2016, passando da 200 ettari a 2.000 ettari. Questo è stato visto come un enorme successo, in quanto le piante di canapa hanno contribuito a ripristinare terreni agricoli contaminati o sterili.
Al momento, non è richiesta alcuna autorizzazione, purché la semina delle varietà di canapa impiegata rientri nella lista approvata dall’Unione Europea e che, quindi, non abbia un tasso di Thc superiore allo 0,2%.
È legale acquistare prodotti contenenti oltre lo 0,2% di Thc per uso medico?
Come detto in precedenza, l’Italia consente la vendita di prodotti a base di cannabis con concentrazioni di Thc fino allo 0,6%.
Tali prodotti sono facilmente disponibili, compresa la già citata cannabis light. Detto questo, c’è stato un periodo in cui il governo italiano ha fatto pressione per la chiusura dei negozi che vendono cannabis light, anche se finora non sono state prese misure concrete.
Infatti, proprio nel 2020 il Ministero della Salute aveva firmato un decreto in cui considerava il Cbd una sostanza capace di provocare dipendenza al livello psicologico e fisico in chi la assumeva.
Ciò costringeva le persone a poter reperire prodotti al cannabidiolo solo con previa ricetta medica non ripetibile. Ma, fortunatamente per i businessman della cannabis, tale decreto è stato annullato nemmeno un mese dopo.
In conclusione, sebbene l’industria della cannabis terapeutica sia fortemente regolamentata in Italia, i prodotti superiori allo 0,6% sono disponibili esclusivamente attraverso il proprio medico in determinati casi di patologia certificata.
Infine, è legale acquistare prodotti contenenti oltre lo 0,2% di Thc per uso ricreativo?
Sì e no. L’acquisto di prodotti a base di cannabis con livelli di Thc dello 0,2% è legale, a patto che rimanga al di sotto del limite precedentemente menzionato dello 0,6% di Thc.
Come in Canada – prima della legalizzazione del 2018 – anche in Italia il consumo di cannabis è, in parte, depenalizzato, il che significa che il possesso di prodotti a base di Thc pari o superiore allo 0,6% è considerato un reato minore e non un reato penale.
A ogni modo, per la vostra sicurezza e, soprattutto, per la vostra salute, è sempre opportuno affidarsi a centri specializzati e certificati e acquistare solo prodotti a norma di legge venduti da rivenditori affidabili, ottenuti a partire da materie prime controllate e soddisfacendo alti standard qualitativi.
Conclusioni
Questo articolo aveva il proposito di fornire un quadro generale in merito allo stato legale del cannabidiolo o Cbd nel nostro Paese.
Come avrete letto, l’Italia ha una posizione abbastanza aperta nei confronti del Cbd rispetto ad altri Paesi, nonostante l’ostruzionismo politico e i pregiudizi nei confronti della cannabis che, come sappiamo, sono dovuti alla confusione tra cannabidiolo e Thc, psicotropo per eccellenza.
Tuttavia, c’è ancora molta confusione intorno al Cbd e alla cannabis in generale, a causa della percezione negativa che molti hanno di questa sostanza.
Inoltre, permangono ancora alcune incertezze sulla sua regolamentazione, a causa della mancanza di linee guida chiare da parte delle autorità competenti che ci auguriamo vengano risolte definitivamente in un futuro non troppo lontano.





