Fluorsid da anni si impegna per la sostenibilità, efficientando le infrastrutture e riducendo sempre più l’impatto sull’ambiente. Uno degli obiettivi raggiunti, a Cagliari, è l’autoproduzione di energia elettrica per soddisfare i propri bisogni, diventando energeticamente indipendenti.
Il primo impianto di produzione di acido solforico (FL8) a Cagliari, avviato alla fine del 2001, ha permesso non solo di ottenere in casa una delle materie prime per la produzione dei fluorurati ma anche di avviare il processo di produzione di energia elettrica per rendere l’intero stabilimento autosufficiente dal punto di vista energetico.
Fluorsid, il gruppo italiano leader mondiale nella produzione e vendita di fluoroderivati
Fluorsid è un’azienda italiana specializzata nella produzione di composti del fluoro, utilizzati in molte applicazioni industriali; si rivolge principalmente ai mercati dell’alluminio primario, degli acciai speciali e dell’edilizia. Fondata nel 1969 a Cagliari, l’azienda è stata in grado di diversificarsi negli anni, ampliando la propria presenza in Europa, con stabilimenti e uffici in Norvegia, Svizzera e Gran Bretagna e con una base commerciale intercontinentale.
L’azienda, guidata dal presidente Tommaso Giulini, ha affrontato negli anni un percorso di cambiamento costante, evolvendo non solo in base alle esigenze del mercato ma anche a quelle della visione del Gruppo: un’idea precisa che guarda all’internazionalità e alla crescita costante, senza mai prescindere però dall’attenzione all’ambiente, alle persone e al territorio.
La sostenibilità parte da un modello circolare: la soluzione di Fluorsid
Efficientamento energetico e circolarità sono due concetti che si sentono spesso associati alle tematiche di sostenibilità: Fluorsid rappresenta in questo senso non solo un caso di successo ma un vero e proprio esempio da seguire.
Già più di 20 anni fa, nel 2001, il gruppo ha fatto un passo importantissimo in questa direzione inaugurando FL8, il primo impianto Fluorsid dedicato alla produzione di acido solforico. L’aspetto straordinario dell’impianto non riguarda solamente la produzione diretta di una delle materie prime fondamentali per il processo dell’azienda quanto quella di energia elettrica.
Infatti: l’energia termica rilasciata durante la produzione dell’acido solforico viene recuperata e utilizzata per produrre vapore ad alta pressione, che viene fatto espandere in una turbina collegata al rispettivo generatore per la produzione di energia elettrica, destinata alla copertura del fabbisogno interno, con una quota eccedente che attualmente viene ceduta alla rete nazionale.
I dettagli del modello circolare di Fluorsid e le sue conseguenze positive sull’intero sistema di produzione
Oltre all’energia elettrica, dalla turbina del primo impianto di Fluorsid viene spillato anche vapore a media e bassa pressione, che sopperisce all’intero fabbisogno di vapore dello stabilimento. Una quota sensibile di vapore viene venduta tramite pipeline al vicino impianto per la produzione di Cloro-soda che ha potuto dismettere le caldaie a olio combustibile, in favore di un vettore termico (il vapore) prodotto a impatto zero.
Con la crescita di Fluorsid e il passare degli anni, il fabbisogno di acido solforico è aumentato e, non essendo più sufficiente la quantità prodotta dal singolo impianto, nel 2013, è stato avviato un altro impianto di produzione di acido solforico (FL8N), che garantisce tuttora l’autosufficienza sia per la materia prima che energetica.
La visione di Fluorsid incontra quella europea
Il progetto di Fluorsid, in anticipo sui tempi, risponde ai principi e ai requisiti di sostenibilità dettati dall’Unione europea. Riportiamo di seguito le parole di Daniele Tocco, Site director della sede di Cagliari: “L’autosufficienza degli impianti FL8 e FL8N rappresenta un vero e proprio esempio virtuoso, la dimostrazione che un modo sostenibile di fare impresa è davvero possibile. L’attenzione all’ambiente, alle persone e al territorio fa parte della visione del Gruppo, che continua a spingere l’acceleratore su questi aspetti senza rinunciare alla propria crescita, anzi rinforzando la propria leadership nel settore”.





