È sempre più promettente la coltivazione delle succulente in Italia e non solo per l’uso ornamentale, ma anche per le richieste dell’industria: da quella alimentare per arrivare alle costruzioni.
La produzione annuale in fuori suolo delle succulente in Italia si aggira attorno a 3 milioni di piantine, con circa 35 ettari di serre specializzate soprattutto nella produzione a uso ornamentale, dislocate fra Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio, Toscana, Liguria e Lombardia.
In pieno campo le produzioni principali sono quelle di Opuntia sp., Pitaya sp., Aloe sp. e Plumeria dislocate principalmente nel sud Italia (Puglia, Calabria, Sicilia) regioni dal clima caldo, idonee alla coltivazione di queste piante all’esterno, destinate principalmente all’industria alimentare, medicinale e cosmetica.
Succulente: dal punto di vista agronomico, dove e come coltivarle al meglio?
Le piante succulente, in base alla tipologia, possono essere coltivate sia in fuori suolo (serra), soprattutto per piantine in vaso a uso ornamentale, sia in pieno campo, in particolare nel Centro e Sud Italia dove esistono coltivazioni di Opuntia (Fico d’India), Pitaya, Agave, Plumeria, Aloe, Crassule, Kalanchoe e mesembriantemi, di interesse ornamentale e commerciale (vendita di frutti e produzione di cosmetici).
Diversi sono i giardini e i vivai dove è possibile visitare bellissime collezioni di interesse storico e artistico di cactus e succulente in Liguria, nella zona di Sanremo e Ventimiglia.
Esistono poi numerose associazioni italiane dove sono frequenti gli incontri per visitare le collezioni, scambiarsi i semi e le talee.
Le piante succulente e cactacee necessitano di substrati minerali per simulare le condizioni naturali e fertilizzanti di tipo organico (humus di lombrico, stallatico, compost di origine vegetale).
Solitamente non è necessario utilizzare fitofarmaci perché sono molto resistenti, bisogna fare però attenzione alle irrigazioni, soprattutto in inverno quando molte specie vanno in dormienza.
L’industria interessata (anche a livello di lavorazione degli scarti)
Gli usi delle piante succulente e cactaceee sono molteplici:
- alimentare: frutti e parti edibili dei fusti e delle foglie, utilizzate anche in insalate (vedi portulaca oleracea o kalanchoe daigremontiana), sciroppo d’agave, bevande alcoliche (tequila, mezcal). Produzione di integratori (rhodiola rosea, opuntia, aloe)
- coloranti: produzione di coloranti naturali ottenuti da alcune cocciniglie che attaccano le pale dell’Opuntia
- medicinale/cosmetico: Aloe (succo, crema), Plumeria sp. (profumi), Rhodiola rosea (stimolante)
- edilizia: Opuntia , Agave sp. (costruzione di edifici, utensili o prodotti come corde e cuscini)
- biorisanamento e recupero di suoli inquinati: utilizzo di piante ad azione fitodepurante (mammillarie, ferocactus, opuntie) in grado di estrarre i contaminanti dal suolo o di migliorare la fertilità in seguito al rilascio di metaboliti utili alla colonizzazione microbica
- ornamentale: la maggioranza delle specie possono essere utilizzate nei giardini e nei parchi, soprattutto nei luoghi dove è necessaria una bassa manutenzione e si ha poca disponibilità idrica; famosi sono diversi giardini storici presenti nella riviera ligure
- innovazione: produzione di biostimolanti, prodotti repellenti e compost dagli scarti ottenuti dalle produzioni delle piante succulente in particolare da: Opuntia, Agave sp., Aloe sp., Kalanchoe sp..
Questi prodotti innovativi sono utilizzabili per migliorare la crescita e la produzione delle piante nostrane, individuare delle alternative sostenibili ai normali concimi e fitosanitari, valorizzare degli scarti che compostati, possono essere introdotti nelle filiere dei terricci (sostituzione della torba).
Le piante stesse sono molto interessanti perché in vista del cambiamento climatico, sono molto resistenti agli stress idrici e termici estremi e possono produrre frutti edibili con proprietà nutraceutiche importanti.
Altro aspetto interessante è lo studio della microbiologia degli apparati radicali di piante che solitamente vivono in ambienti difficili, che selezionata può essere utilizzata per rinforzare e stimolare la crescita delle nostre produzioni nazionali.
testo redatto da Domenico Prisa, ricercatore del Crea, Orticoltura e Florovivaismo di Pescia (Pt)












