Nell’emendamento 13.6 al Ddl Sicurezza è stata inserita una norma che propone di vietare le infiorescenze della canapa industriale, un provvedimento che oltre a vietare le infiorescenze rappresenta una minaccia significativa per l’intero settore industriale
Come si evince dal suo nome – Ddl Sicurezza – il provvedimento legislativo si dovrebbe occupare della protezione e delle sicurezza dei cittadini. Dunque, perché vietare la vendita e l’uso delle inflorescenze della canapa?
Le infiorescenze, infatti, oltre a essere inoffensive e prive di efficacia drogante, come ha già dichiarato la Corte di Cassazione a sezioni unite, sono una componente importante del ciclo produttivo della canapa, ad altissimo valore aggiunto, utilizzate in vari ambiti industriali e commerciali.
Cosa ancora più grottesta e palesemente ideologica, nel Ddl Sicurezza potrebbero essere aggiunte, come denuncia Cia-Agricoltori Italiani, ulteriori restrizioni e divieti riguardanti il simbolo grafico della pianta di canapa, bloccando le pubblicità dedicate ai prodotti industriali e artigianali di eccellenza come per la bioedilizia, il tessile e la cosmesi.
Siamo al ridicolo se si pensa che apporre il disegno della foglia stilizzata su camicette, dopobarba, bagnoschiuma, mattoni di canapa o calce per le costruzioni rappresenti una promozione all’uso di sostanze stupefacenti.
Invece, una scelta così miope, becera e ideologica rischia di mettere in crisi un settore industriale in forte crescita, che vale 500 milioni di fatturato su base annua e impiega oltre 30mila lavoratori in tutta Italia.
“Siamo di fronte a un emendamento molto penalizzante per gli agricoltori che nel corso degli anni hanno investito in una cultura legale e ad alto valore aggiunto.
Sarebbero, dunque, pesantissime le ricadute su filiere agroindustriali di eccellenza come la cosmesi, il florovivaismo, gli integratori alimentari, l’erboristeria che nulla hanno a che fare con le sostanze stupefacenti.
Lavoriamo insieme per valorizzare, e non affossare, un prodotto che è alla base di filiere di eccellenza del Made in Italy agroindustriale mettendo al bando ogni posizione puramente ideologica sul settore” spiega il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.












