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Idee e startup che puntano a cambiare il mondo che verrà

startup innovative manifatturiero

C’è molto fermento di idee e di attività, anche in Italia: idee innovative che devono ancora formarsi e startup che già lavorano per portare sul mercato innovazioni che ci faranno vivere meglio: gli esempi di Start Venice Up a Venezia e della Startup Factory di Bologna

Otto mesi intensi, di formazione e preparazione, sono stati necessari per preparare i team partecipanti al progetto Start Venice Up – programma di accelerazione di idee finanziato dalla Regione Veneto e coordinato da Confindustria Veneto Siav, Strategy Innovation e Iuav – al pitch finale di presentazione delle loro innovative idee progettuali.

L’obiettivo dell’iniziativa è il miglioramento della nostra vita quotidiana attraverso un uso sostenibile di tecnologie innovative – in primis l’intelligenza artificiale – per utilizzare le risorse in modo consapevole attraverso processi di riciclo e riuso, anche quelle relative agli spazi abitativi e il recupero di aree urbane abbandonate.

Sui 15 partecipanti, suddivisi in 8 team, una giuria composta da specialisti ed esperti dell’ecosistema startup, ha assegnato le menzioni speciali:

  1. Arkea, progetto sviluppato da Alessandro Menabue e Noemi Russo, che utilizza l’intelligenza artificiale per fornire suggerimenti sul miglioramento degli spazi abitativi
  2. Mætis, di Sara Michielin, Nicolò Piazza e Matteo Danzo, punta invece a favorire, semplificare e accelerare la fase di pre-diagnosi dei disturbi dell’apprendimento
  3. Wa.Less, un cestino galleggiante progettato per raccogliere i rifiuti nei luoghi di balneazione, ideato da Dylan Benetti, Nicola Perazzolo, Federico Furlani e Andrea Sattin
  4. BorgoZero, di Benedetta Nagostinis, Gioia Cordella e Pietro Vesprini, ha l’obiettivo di riqualificare borghi abbandonati attraverso campagne di crowdfunding
  5. Nestify, idea di Riccardo Marangon e Greta Cappozzo, propone di rendere più accessibili gli alloggi agli studenti universitari sfruttando gli spazi durante i periodi di assenza

Le startup innovative italiane sono sempre più orientate al manifatturiero

Se si pensa al concetto di startup viene naturale associarlo immediatamente al digitale e alla tecnologia; anche i numeri confermano questa sensazione – quasi 8 startup innovative su 10 operano nel settore dei servizi alle imprese (in primo luogo produzione di software e consulenza informatica…) – quasi il 14% di loro è attivo nel settore manifatturiero, fiore all’occhiello dell’industria italiana.

Di queste la gran parte sono attive nel segmento della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca e nel segmento della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica.

Inoltre, sempre più startup digitali e phygital si rivolgono proprio si sono specializzate in tecnologie di cybersercurity per le reti industriali, o nel software per l’automazione.

Per questo, durante il prossimo Mecspe 2025 – fiera dell’industria manifatturiera organizzata da Senaf  in programma a Bologna dal 5 al 7 marzo 2025 – ampio risalto avrà l’iniziativa Startup Factory che vuole favorire il dialogo tra startup e piccole, medie, grandi imprese che desiderano rafforzare la propria competitività attraverso attività di innovazione in un contesto altamente specializzato.

Un aiuto finanziario alle startup arriva dal programma Amazon Sustainability Accelerator

Per crescere, anche se l’idea di partenza è buona, una startup ha bisogno di sostegno consulenziale per la gestione dell’impresa ma anche di capitali. Per questo nel 2022 Amazon ha lanciato un programma di accelerazione verso l’innovazione sostenibile.

Da quella data, più di 40 startup in tutta Europa hanno ricevuto sostegno finanziario – è stato erogato più di 1 milione di euro in sovvenzioni e crediti – che hanno permesso loro di aumentare in media le vendite del 700%.

Quest’anno saranno undici le startup accompagnate nel programma, provenienti da tutta Europa (oltre che da Stati Uniti e Canada), potendo testare le tecnologie pionieristiche all’interno delle attività di Amazon, con un investimento potenziale che può arrivare a 2 milioni di euro.

Le imprese lavoreranno con Amazon nel Regno Unito, in Danimarca, Francia, Germania e Spagna per testare nuovi modi di riciclare i rifiuti elettronici, nuovi metodi di imballaggio, materiali da costruzione innovativi e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza energetica.

Raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, grazie alle startup

Come stiamo andando in Italia nella rotta verso gli obiettivi di sostenibilità scanditi dall’Onu al 2030? Non benissimo: secondo il Sustainable Development Report, il nostro Paese ha accumulato un significativo ritardo, collocandosi attualmente al 23esimo posto nella classifica globale.

Nonostante gli evidenti benefici – Asvis stima che se ci arrivassimo per tempo godremmo di una crescita del 2,2% del Prodotto Interno Lordo, con riduzioni di inquinamento, diseguaglianze, povertà e altre gravi criticità che da tempo affliggono il nostro Paese – non ci mettiamo l’impegno e le risorse dovute.

Da qui, quindi, nasce Reach The Goals. Le startup italiane per gli Sdg, un report che Cariplo Factory realizzerà per raccogliere le testimonianze e valorizzare startup e Pmi innovative italiane operative in uno o più dei settori indicati dai Sustainable Development Goal.

L’obiettivo del documento – patrocinato dalla Comunità europea e che vede la collaborazione tecnica di Aifi, Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore, Innovup, La Carica delle 101, Lifegate, SheTech – è quello di favorire l’adozione su larga scala delle soluzioni più innovative da parte di aziende, istituzioni e comunità locali.

Reach the Goals verrà realizzato in base alle risposte raccolte tramite un questionario online – rivolto a tutte le startup e Pmi innovative italiane, che abbiano raggiunto un Technology Readiness Level pari o superiore a 4 e che abbiano sviluppato uno o più prodotti o servizi in ambito Sdg – poi elaborate dagli esperti di economia circolare e sostenibilità di Cariplo Factory.

I dati raccolti saranno analizzati e riassunti in un documento finale, che verrà reso pubblico entro la primavera del 2025: una scelta simbolica, perché avviene nell’anno che segna la metà del decennio che porta al traguardo del 2030.

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