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Giornata mondiale del riciclo, la sensibilità arriva alle stelle

giornata del riciclo
Immagine da Depositphotos

Oggi, 18 marzo, si celebra la giornata mondiale del riciclo che vuole sensibilizzare cittadini e aziende all’enorme valore che il gesto di recuperare e riciclare ha sul consumo di materie prime

Riciclare fa bene, all’ambiente – perché aiuta a non disperdere rifiuti – ma anche all’economia visti i progressi che l’economia circolare sta facendo per il recupero di materie prime seconde dai materiali di scarto recuperati.

Attività di recupero che, in alcuni casi, arriva fino alle stelle, non solo letteralmente ma tecnologicamente: è quello che Arca Dynamics propone a Space it Up, il programma di accelerazione d’impresa creato dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice).

L’azienda ha brevettato un sistema di monitoraggio in orbita di rifiuti spaziali, anche di ridotte dimensioni, che fornisce informazioni sulla presenza di oggetti e detriti in rotta di collisione in tempo quasi reale. Un sistema che, magari in futuro, potrà aiutare a riciclare i detratiti spaziali, spesso composti da materiali di valore.

Materiali di valore che, sulla Terra, si recuperano soprattutto dai rifiuti elettrici ed elettronici, i famosi Raee, che nel 2023 nel nostro Paese hanno raggiunto 2.599 tonnellate totali – di cui il 52% appartiene alla categoria delle sorgenti luminose esauste (R5) e il 48% è rappresentato da piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici giunti a fine vita (R4).

Tuttavia, il consorzio Ecolamp che ne ha gestito la raccolta e lo smaltimento segnala un leggero calo nelle quantità lavorate rispetto al 2022.

La sensibilità degli italiani verso il riciclo

Gli italiani sono ormai abituati a riciclare, lo dimostra la filiera della carta e della sua trasformazione che ha raggiunto e oltrepassato l’85% di riciclo nell’imballaggio in carta.

Economia circolare e riciclo sono essenziali per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal, spiega Michele Bianchi, presidente della Federazione Carta e Grafica, che dal recente accordo sugli imballaggi vede emergere obiettivi di sostenibilità sfidanti ma concreti.

Anche in termini di ulteriore sensibilizzazione dei consumatori. Così, Pro Carton, l’associazione europea dei produttori di cartone e cartoncino, ha commissionato a Perspectus Global una ricerca – condotta su oltre 5.000 consumatori in Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito – per cercare di comprendere quali sono i loro atteggiamenti verso ambiente e percezione del packaging.

Riguardo al riciclo, gli intervistati italiani per il 69% hanno dichiarato di aver riciclato una quantità maggiore di rifiuti negli ultimi 12 mesi, seguito dalla riduzione dell’uso dell’acqua (55%) e dalla riduzione del numero di prodotti acquistati confezionati in plastica (51%).

La grande maggioranza, 87%, si sente sicura di quali materiali di imballaggio possono essere riciclati mentre il 92% degli intervistati ha dichiarato che sceglierebbe i prodotti confezionati in cartone piuttosto che in plastica.

Infine, per quanto riguarda gli alimenti dei fast-food, il 76% del campione preferirebbe smaltire l’imballaggio per il riciclo una volta terminato il pasto, mentre il 24% opterebbe per sciacquare, conservare e restituire l’imballaggio di plastica riutilizzabile a un punto di raccolta.

Sicuri delle loro abilità di riciclo, ma non del tutto…

Non sono tanti, ma nemmeno insignificanti (9,1%) i nostri connazionali che non si dicharano sicuri nel riciclare il vetro e, tra i 18 e i 24 anni, la percentuale di insicuri raddoppia (18%).

Lo evidenzia l’indagine commissionata da CoReVe, il consorzio per il recupero del vetro ad AstraRicerche che ha intervistato un campione di circa 1.500 persone in tutta Italia.

Tra gli errori più comuni che gli italiani commento nel riciclare il vetro c’è l’inserimento nella raccolta dei bicchieri (71%), dei vetri delle finestre (42,9%), del cristallo (22,9%).

2 Italiani su 10 conferiscono insieme al vetro anche lenti per gli occhiali e il 14% le lampadine. Oggetti in porcellana come tazze e tazzine e pirofile in borosilicato finiscono nella raccolta del vetro nell’8% dei casi.

A livello territoriale, sono gli abitanti delle regioni del Sud a darsi la valutazione più bassa, giudicando la propria abilità nel riciclo del vetro nel 12% dei casi con una valutazione sotto la sufficienza. Tra queste spicca la Campania con un 13%.

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