Home Energy and Mobility Chi ritira la mia vecchia caldaia (e dove la deve portare)?

Chi ritira la mia vecchia caldaia (e dove la deve portare)?

vecchia caldaia
Immagine da Depositphotos

Dai vecchi elettrodomestici (caldaie comprese) si ricavano materie riutilizzabili e di valore. Oggi anche la plastica. Ma solo se correttamente smaltiti: un passaggio a carico degli installatori che ora Safe con Ecoped e Ridomus tentano di faciltare

Ma dove finiscono le caldaie, così come gli split dell’aria condizionata, ma anche i frigoriferi e le lavatrici una volta che le dobbiamo cambiare perché non funzionano più?

La domanda sembra banale, ma l’obiettivo di tutti noi dovrebbe essere non vedere più ai bordi delle strade apparecchiature di grandi dimensioni (che rientrano nella categoria Raee) abbandonate.

Anche perché da questi elettrodomestici morti se ne ricavano materiali preziosi proprio grazie a una serie di passaggi, normati, che ne assicurano in ottica di economia circolare azioni di recupero.

Ce lo spiegano in Safe, definibile come un hub consortile di economia circolare. Da un condizionatore, per esempio, se è arrivato correttamente in un impianto di trattamento il primo passaggio è quello di mettere in sicurezza il Raee (termine che identifica i Rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici).

In questa fase vengono tolti dal circuito refrigerante del condizionatore sia i gas ozonolesvi che vengono immagazzinati in bombole dedicate e mandati a termodistruzione, sia i gas di ultima generazione che possono essere recuperati, rigenerati e portati a titolo per essere reimmessi nuovamente sul mercato.

In questa fase viene inoltre recuperato l’olio bonificato dal gas che potrà, a sua volta, essere riutilizzato.

Quindi, si passa alla triturazione e separazione: ovvero, la macchina viene completamente triturata e, con dei processi meccanici-fisici, i vari metalli presenti al suo interno (ferro, rame, alluminio) e le plastiche saranno separati.

I metalli saranno conferiti nelle fonderie per ottenere nuovo ferro, nuovo rame e nuovo alluminio o leghe di vario genere. Le plastiche subiranno un’ulteriore selezione in impianti specifici.

Le plastiche senza ritardanti di fiamma potranno essere recuperate, lavorate e rigenerate per ottenere nuovamente un granulo che potrà essere riutilizzato per produrre nuovi condizionatori.

È quello che avviene, per esempio, in Olimpia Splendid che sta riuscendo a chiudere il cerchio sul recupero della plastica di vecchi condizionatori per farne di nuovi.

Grazie a Stena Recycling, azienda di Cavenago Brianza, è stato infatti messo a punto un polimero Abs riciclato con caratteristiche meccaniche del tutto simili a quelle della plastica vergine adatto a nuovi split.

Quindi, è ben chiaro che tutto quello che noi scartiamo è in sé una miniera di materiali, terre rare comprese, che proprio in ottica di economia circolare può valere tanto diminuendo anche l’impatto ambientale.

Un servizio agli installatori

Però perché questa fase altamente virtuosa avvenga bisogna chiedere a installatori del settore idrotermosanitario – ovvero elettricisti, termoidraulici, tecnici frigoristi – di gestire correttamente gli apparecchi ritirati a fronte di nuove installazioni.

Come dire: oltre al prezzo del nuovo apparecchio e al costo di installazione è bene chiedere “ma poi lei come smaltisce il vecchio prodotto?“. Perché gli installatori sono responsabili del fine vita delle vecchie apparecchiature.

Si tratta di una buona pratica obbligatoria (ritiro 1contro1 – D.M 65/2010) stabilita dalla normativa che regola la gestione dei Rifiuti da Apparecchi Elettrici ed Elettronici (Raee appunto).

Ma non sempre va così. In Safe – collegata ai consorzi di recupero Ecoped e Ridomus – mettono bene in chiaro un aspetto: il ritiro di un Raee, con quel che comporta, è piuttosto ancora estraneo alle attività correnti dell’installatore e spesso finisce per essere un faticoso onere anche burocratico che si aggiunge ai carichi lavorativi di questa categoria.

Ecco, dunque che proprio Safe ha messo a punto un servizio gratuito – EasyRaee Cdc – che ritira direttamente presso l’installatore gli apparecchi smontati in seguito a nuove installazioni, provenienti cioè dal ritiro 1contro1.

E ci si guadagna anche: l’installatore, spiegano gli ideatori del servizio, riceverà un compenso proporzionale ai quantitativi affidati al Centro di Coordinamento Raee, a cui Ecoped e Ridomus fanno riferimento.

Maggiori saranno le quantità di Raee ritirati e più alto sarà il compenso, calcolato in base a specifiche tabelle, che l’installatore riceverà direttamente dal Centro di Coordinamento.

Crediti immagine: Depositphotos

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