I dati sono chiari: circa due specie di piante su cinque nel mondo potrebbero sparire. L’Università di Pisa presenta un progetto per giungere a definire una metodologia selettiva dei semi vegetali in grado di sopravvivere alla crisi climatica. Un lavoro necessario per assicurare anche la resilienza agroalimentare
Selezionare i semi da conservare in base alla loro rilevanza evolutiva: è questa l’idea di Angelino Carta del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, ideata partendo delle specie vegetali conservate nelle banche dei semi.
In realtà molto più che un’idea: il progetto vede la collaborazione di diverse istituzioni scientifiche europee, tra cui la Stazione Biologica di Doñana (Spagna) e gli Orti Botanici di Ginevra, Meise e Kew.
Ma si deve proprio all’Università di Pisa la nuova metodologia per ottimizzare la conservazione delle specie vegetali nelle banche dei semi, affrontando il rischio di estinzione che minaccia circa il 40% delle piante a livello globale.
Sulla rivista New Phytologist è stato pubblicato il fulcro dello studio che parte analizzando un vasto dataset proveniente da 109 banche dei semi europee, comprendente oltre 22.000 specie.
Da qui i ricercatori hanno identificato lacune significative nella rappresentazione della diversità evolutiva delle piante. In particolare, alcune specie uniche dal punto di vista evolutivo, con strategie riproduttive peculiari o distribuzioni geografiche limitate, risultano assenti nelle collezioni attuali.
Questa metodologia punta a ottimizzare l’uso delle risorse economiche, indirizzando gli sforzi di conservazione verso le specie più critiche. Per il ricercatore è importante personalizzare le strategie di conservazione in base a obiettivi specifici, come la resilienza agroalimentare o il ripristino degli habitat.
Il tutto partendo da una base scientifica per lo sviluppo di politiche ambientali più efficaci e mirate. Carta ritiene che questa ricerca rappresenti un passo fondamentale per future azioni di conservazione, offrendo strumenti per promuovere nuove politiche volte alla salvaguardia delle specie in via di estinzione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Perché i dati sono chiari: circa due specie di piante su cinque nel mondo potrebbero sparire. Per questo motivo, è importante capire quali specie sono più a rischio e trovare i modi efficaci per conservarle.
In ballo però c’è molto di più della sola salvaguardia delle specie in via di estinzione, ovvero la resilienza dei sistemi agroalimentari e l’identificazione delle specie più adatte al restauro degli habitat in uno scenario di cambiamenti climatici.
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